Fusione degli enti camerali Parità nel voto: finisce 13-13

18 Settembre 2015

Incredibile risultato sul documento per lo stop all’unione tra Chieti e Pescara Il problema dei conti in rosso sul porto turistico della città adriatica

CHIETI. Alla fine il risultato è stato di 13 pari. Un risultato incredibile a detta di molti. È il risultato dei voti sulla richiesta di sospensione del procedimento di fusione tra le Camere di commercio di Chieti e Pescara, i attesa del chiarimento sui conti in rosso del porto turistico della città adriatica. In sostanza, in ottemperanza alla domanda di undici consiglieri, mercoledì scorso è stato convocato il consiglio della Camera di commercio di Chieti in seduta straordinaria proprio per trattare l’argomento della richiesta di sospensione del procedimento di fusione tra le due Camere di commercio con lo scopo al fine di approfondire i dati di bilancio dell’ente camerale pescarese e in modo particolare della società controllata al 100% “Marina di Pescara srl”.

Alla seduta di consiglio erano presenti 26 consiglieri su 28 e sulla mozione illustrata dal primo firmatario, Danilo Cavaliere, si è sviluppato un ampio dibattito.

In favore della mozione si sono pronunciate ben 8 organizzazioni datoriali: Confcommercio, Cia, Upa Claai, Casartigani, Confartigianato, Confcooperative, Cna e Uni.Pmi, rappresentate dai 13 consiglieri camerali, che hanno sostenuto con forza e argomentazioni la necessità e l’opportunità che vi fosse una sospensione temporanea di sei mesi della fusione, al fine di approvare i bilanci 2015 sia degli enti che delle società partecipate, ed approfondire le poste di bilancio che, secondo la relazione dei tecnici, presentano numerose criticità.

In contrapposizione alla richiesta di sospensione, si è contrapposto il presidente Roberto Di Vincenzo, in blocco con i rappresentanti di Confindustria, affiancati da Confesercenti, Coldiretti e i rappresentanti dei sindacati, delle banche e dei consumatori.

Ha destato quindi scalpore il risultato della votazione, che ha visto un pareggio, 13 a 13, che ha rimarcato ancora di più le distanze tra i due schieramenti: uno che chiede trasparenza e legalità; l’altro che osteggia la richiesta.

Nei giorni scorsi sulla necessità di dare uno stop alla fusione tra i due enti camerali si erano espressi anche il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, e il deputato di Forza Italia, Fabrizio Di Stefano. Quest’ultimo ha chiesto un intervento dei ministeri competenti in materia. (cr.ch.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA