Fusione tra piccoli Comuni Lama dà il via al progetto

Delibera del consiglio comunale per costituire l’ente unico dell’Aventino La richiesta è rivolta alle altre cinque amministrazioni dell’Unione della valle
LAMA DEI PELIGNI. Fusione dei Comuni: dopo la dichiarazione d’intenti di marzo, il consiglio comunale di Lama passa ad atti formali e propone agli altri enti dell’Unione dei Comuni “Maiella Orientale-Verde Aventino (Mova) di costituire un “Comune Unico dell’Aventino”. Lama dei Peligni è il secondo Comune d’Abruzzo, dopo Salle (Pescara), ad aver approvato una delibera consiliare di questo genere ed è il primo che propone la fusione all’interno di un’Unione. I comuni che fanno parte dell’Unione sono: Civitella Messer Raimondo, Colledimacine, Lama dei Peligni, Lettopalena, Palena e Taranta Peligna. La fusione comporterebbe un unico sindaco per tutti i Comuni, un unico consiglio comunale con la rappresentanza di tutto il territorio ma con il mantenimento degli uffici comunali nei rispettivi paesi. «L’esperienza dell’Unione dei Comuni Mova è evidentemente inefficace rispetto alle aspettative, in termini di servizi alla collettività e non comporta un’integrazione fra i Comuni se non rafforzata da un passaggio verso la fusione», si legge nella delibera, «ritenuto, pertanto, che l’unica soluzione percorribile ed immediata che permetta di ripristinare una gestione fluida e funzionale tale da ridurre concretamente i disagi sopra evidenziati, è la fusione dei Comuni». Anche perché, ed è un aspetto da non sottovalutare, «l’attuale normativa sulla fusione dei Comuni determina non solo l’auspicata creazione del Comune Unico della Valle Aventino ma anche consistenti contributi economici decennali corrispondenti, da leggi regionale e nazionale, a circa un milione di euro l’anno per dieci anni».
I tempi dell’iter sono i seguenti: entro il 30 settembre il sindaco Andrea Di Fabrizio deve accertare, formalmente, in seno all’Unione Mova, la volontà delle altre amministrazioni di costituire una fusione di Comuni in alternativa all’attuale Unione; rappresentare la disponibilità di Lama dei Peligni a rivestire il ruolo di Comune capofila della costituenda fusione; convocare, in caso di volontà negativa o inespressa di un solo Comune dell’Unione, un consiglio comunale straordinario che porti al primo punto dell’ordine del giorno: richiesta di recesso dall’Unione Mova di Lama dei Peligni. La fusione è comunque una possibilità reale anche senza la volontà univoca di tutti i Comuni perché, spiega Di Fabrizio: «In alternativa c’è la possibilità di farla con quei Comuni dell’Unione Mova che esprimeranno, entro il 30 settembre, un parere favorevole alla fusione».
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