Futuro dell’ex Honeywell A fine mese si decide
ATESSA. Sarà programmato alla fine del mese l'incontro definitivo tra il management della Honeywell, sindacati e esponenti del Governo per chiarire il destino della ex fabbrica dei turbocompressori...
ATESSA. Sarà programmato alla fine del mese l'incontro definitivo tra il management della Honeywell, sindacati e esponenti del Governo per chiarire il destino della ex fabbrica dei turbocompressori che sarà occupata da altre lavorazioni dopo che la produzione è stata delocalizzata in Slovacchia.
Diverse sono state le offerte sottoposte al giudizio della proprietà americana e dei componenti del tavolo del Mise (ministero dello Sviluppo economico) per reindustrializzare il sito dietro la cessione gratuita dello stabilimento. L'ultima in ordine di tempo, giudicata positivamente dai sindacati, è quella della Emarc, azienda dell’indotto Sevel che produce particolari in ferro e in alluminio per Fca e per Renault e che progetta, sviluppa e produce componenti in acciaio per diverse case automobilistiche. «La multinazionale», interviene il segretario nazionale Ugl metalmeccanici, Antonio Spera, «ha ufficializzato proposte di riassorbimento di oltre 160 lavoratori a tempo indeterminato da subito, oltre a garantire il medesimo livello retributivo erogato dalla ex Honeywell, elementi che rispetto alle altre proposte si avvicinano maggiormente alle reali necessità dei 280 ex lavoratori in stato di disoccupazione dall’8 giugno scorso. Il gruppo Emarc è inoltre presente in diversi paesi europei ed extraeuropei, dove nel 2017 è stata rilevata dal colosso cinese dell’acciaio Baosteel con quote di maggioranza immettendo capitali e diversificazione di prodotti per nuovi mercati, in primis quello dell’automotive con forniture importanti e con acquisizioni di mercato già nel portfolio clienti di assoluto rilievo».
«Le assemblee degli ex lavoratori tenutesi in questi giornI», ribadisce il coordinatore provinciale Ugl, Giuseppe De Luca, «confermano la fiducia e la validità del piano Emarc spa, dove sono emerse delle chiare richieste di accelerazione dei tempi e del massimo sollecito, affinchè si possa avere nell’immediato il responso ufficiale al Mise».
De Luca conclude che «le condizioni di disperazione di tante famiglie lasciate sul lastrico richiedono la migliore riconversione nel più breve tempo possibile».
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