Gaffe della politica sul teatino Civitarese

24 Ottobre 2016

Ateneo, Di Primio e Febbo vogliono le dimissioni dell’assessore di Pescara, ma è l’unico di Chieti in Cda

CHIETI. La politica di gaffe ne fa tante. Ma questa le supera tutte. Di Primio e Febbo hanno ingaggiato una battaglia all’ultimo sangue per chiedere la testa di Stefano Matteucci Civitarese. I due, paladini della teatinità, si schierano contro l’Ateneo targato Pescara, quindi vogliono le dimissioni dal neonato Cda della D’Annunzio dell’assessore della giunta Alessandrini. Ma Civitarese, che si dimetterà, è più teatino di quanto lo sia Di Primio. Anzi: è l’unico teatino nel nuovo Cda.

Figlio di Goffredo Civitarese, artista scomparso a giugno, Stefano, che è docente di diritto amministrativo alla D’Annunzio, è nato a Chieti il 20 aprile del 1964. Semmai, è un teatino nella giunta Alessandrini. D’Alfonso elogia lui, Chieti e l’Ateneo in questa mail inviata al rettore Di Ilio: «Magnifico Rettore, l'Università "Gabriele D'Annunzio" nasce dalla straordinaria intuizione di lungimiranti sindaci di Chieti e Pescara dell'epoca, attraverso un carteggio che ho avuto modo nelle mie precedenti funzioni istituzionali di visionare e conoscere, che diedero vita al Consorzio Universitario Abruzzese. Con quella scelta seppero prefigurare, con lungimirante capacità di visione, nel campo del sapere e dell'eccellenza culturale, il futuro di un'area urbana complessa con funzione strategica nello sviluppo regionale. E seppero cogliere la necessità della collaborazione e della integrazione armonica tra territori complementari. A quella fulgida e lucida intuizione, sollecitato anche dalla bella e civilmente impegnativa lettera del consigliere Enrico Bucci, mi sento convocato a tenere fede, chiedendoLe nel pieno rispetto dell'autonomia e indipendenza dell'istituzione universitaria di fare tutto quanto è nelle Sue possibilità per recuperare integralmente il collegamento con il vissuto della città di Chieti, mettendomi a Sua totale disposizione affinché anche la Regione dispieghi in tal senso le sue potenzialità di iniziativa. Occorre ispirarsi a quella capacità di progettare il futuro che suggerì allora la fondazione del consorzio universitario. Sono certo che l'Università Gabriele D'Annunzio ha al suo interno le competenze per progettare e realizzare, comprese quelle di un galantuomo come il Prof. Stefano Civitarese, che ha avuto la generosità civica di offrire il suo apporto all'impegno pubblico e allo stesso modo potrà contribuire al rilancio della città teatina come polo al servizio degli studi universitari. Tutto quanto la Sua iniziativa vorrà dunque determinare per recuperare un rapporto armonico con il capoluogo teatino avrà in me un osservatore rispettoso, attento e partecipe. Nel ribadir Le i miei sentimenti di stima ed amicizia, La saluto cordialmente». Firmato Luciano D'Alfonso. (l.c.)