Galilei, gli studenti dicono no ai vandali

Manifestazione di solidarietà all’insegnante che ha trovato l’auto danneggiata all’uscita da scuola
LANCIANO. “L’uomo debole compensa con la violenza ciò che gli manca in forza”. Con questo striscione e un’assemblea straordinaria gli studenti del liceo scientifico Galilei mostrano la propria solidarietà al professore di matematica e fisica a cui, giovedì scorso, è stata distrutta l’auto con un mattone. Un atto vandalico senza precedenti che ha scosso i ragazzi, gli insegnanti e la dirigente Eliana De Berardinis. «Appena dopo aver saputo dell’atto vandalico», dice Aleandro Falciglia, rappresentante di istituto assieme a Francesco Liberatoscioli, Matteo Stante e Giacomo Paolini, «ci siamo riuniti e abbiamo deciso di fare qualcosa per dissociarci da tale gesto. Abbiamo pensato a questo momento di riflessione da condividere con tutti gli studenti e gli insegnanti». E l’atrio della scuola si è riempito di ragazzi scossi per quanto accaduto e convinti che un atto del genere non sia giustificabile. «Abbiamo preparato questi mattoncini», spiega Stante, «come l’oggetto utilizzato per danneggiare l’auto del professore, ma li utilizzeremo per costruire i muri che ci devono dividere da ogni forma di violenza: di genere, sessuale, psicologica, economica e domestica». «Chiunque si sia reso responsabile di questo atto di inciviltà deve sentirsi solo», aggiunge Falciglia, «la libertà di pensiero espressa è più disarmante di qualsiasi guerra». «Questo è un gesto di responsabilità dei ragazzi», commenta la dirigente, «che vogliono riflettere su quanto accaduto, non ignorare le cose. In tutta Italia c’è grande insicurezza nelle scuole, che cercano di dare risposte sul piano educativo, della formazione e anche del dialogo. Bisogna lavorare in serenità e per farlo serve l’aiuto delle istituzioni». I ragazzi e la preside sostengono che il colpevole del gesto vada cercato fuori dal liceo. «Non era mai accaduto qualcosa di simile», commenta De Berardinis, «escludo siano coinvolti gli studenti della scuola. Nessun insegnante o personale Ata ha infatti segnalato ragazzi fuori dalle classi o dall’istituto quella mattina e nell’ora a cavallo della ricreazione». Qualcuno potrebbe essersi introdotto dall’esterno nel parcheggio, perché la rete del recinto ha due varchi aperti. Ipotesi questa non esclusa dalla polizia, che indaga sull’atto vandalico. Ma è strano che ci si sia accaniti su una sola auto; di solito i vandali colpiscono più mezzi, soprattutto in un parcheggio.
Invece è stata presa di mira solo la Citroen del professore di matematica a cui sono stati rotti parabrezza, lunotto e specchietti laterali con un mattone e sono state tagliate tutte e quattro le gomme. Magari indizi si trovano nelle immagini delle videosorveglianza. «Dall’inizio dell’anno abbiamo un impianto di allarme con telecamere che funzionano sempre», chiude la dirigente, «pochi giorni fa l’allarme è scattato in piena notte per un tentativo di intrusione. Dalle immagini si vedono alcune persone con le torce accese, pronte a fare irruzione nell’istituto, ma l’allarme e l’arrivo delle forze dell’ordine hanno messo in fuga i malintenzionati».
Teresa Di Rocco
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