Galleria Scalo, spaccio e movida: i poliziotti sequestrano la droga

CHIETI. La droga era già pronta per essere spacciata. Ma i poliziotti della squadra volante hanno sequestrato tutte le dosi di hashish, nascoste in due borselli. Portano già i primi risultati i...
CHIETI. La droga era già pronta per essere spacciata. Ma i poliziotti della squadra volante hanno sequestrato tutte le dosi di hashish, nascoste in due borselli. Portano già i primi risultati i controlli rafforzati dal questore Annino Gargano nella zona della Galleria Scalo, cuore della movida teatina e più volte al centro delle proteste dei residenti per episodi di disturbo alla quiete pubblica.
Sabato sera, durante uno dei servizi pianificati proprio per garantire la sicurezza e contrastare la diffusione di sostanze stupefacenti, gli agenti del vice questore aggiunto Antonello Fratamico hanno notato un gruppetto di ragazzi all’interno della galleria commerciale. A quel punto, gli agenti hanno deciso di approfondire il controllo e hanno sequestrato due borselli nascosti dietro una scala, sul pavimento. Al loro interno c’erano 14 grammi di hashish, già suddivisi in 19 dosi, avvolte da cellophane e pronte per essere vendute. Sono in corso le indagini per risalire ai possessori della droga, tra i dieci giovani identificati, che saranno denunciati alla procura della Repubblica di Chieti con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I controlli continueranno anche nei prossimi giorni.
È chiara la linea tracciata dal questore: chi si rende responsabile di episodi di violenza durante la movida va «espulso» dai locali. È l’effetto del “Daspo Willy”, ossia il divieto di frequentare bar e pub che prende il nome dal giovane di Colleferro pestato a morte, nel settembre del 2020, in una rissa. Il provvedimento può scattare nei confronti di coloro che «abbiano riportato una o più denunce o condanne anche con sentenza non definitiva nel corso degli ultimi tre anni per la vendita o la cessione di droga, per fatti commessi all’interno o nelle immediate vicinanze di scuole, plessi scolastici, sedi universitarie, locali pubblici o aperti al pubblico». Non è più necessario, quindi, attendere il passaggio in giudicato della sentenza di condanna. Così, già nei mesi scorsi, sono partiti i primi provvedimenti.
Non solo “Daspo Willy”: la questura ha inviato lettere di diffida ai titolari dei locali che non collaborano con le forze dell’ordine e che non fanno nulla per evitare aggressioni e risse. (g.let.)
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