Gamba da amputare salvata in extremis

18 Settembre 2017

Tentativo riuscito delle equipe di Salini e Fiore su un giovane travolto dal trattore: ora sta meglio

CHIETI. Ce l’ha fatta a salvare la gamba il trentenne di origine romena, ma residente nel Teatino, che il 23 agosto scorso è rimasto vittima di un grave incidente mentre era al lavoro in una vigna di Giuliano Teatino. Il ragazzo (I.C. le iniziali del suo nome), finito sotto un trattore, era arrivato in ospedale con una gamba maciullata. L’arto gli era rimasto attaccato solo attraverso la pelle. I medici che lo hanno preso in cura in un primo momento hanno pensato che non si poteva fare altro che amputare la gamba, ma poi hanno voluto tentare il tutto per tutto. Un intervento disperato dall’esito molto incerto. Al Santissima Annunziata si sono messe al lavoro le equipe mediche di Ortopedia, diretta da Vicenzo Salini, e di Chirurgia vascolare, diretta da Michele Fiore. Il ragazzo è stato per ore sotto i ferri, operato dall’ortopedico Fabrizio Fascione e dal chirurgo vascolare Cristian Mannetta, con l’anestesista Luigi Ferrante. L’intervento è riuscito bene, ma solo il tempo avrebbe potuto dire se gli aveva salvato o meno la gamba. A distanza di quasi un mese, i medici della clinica ortopedica hanno detto finalmente che la gamba è salva. Certo per lui gli interventi non sono finiti. Dovrà fare un’operazione per togliere il fissatore esterno. La parte più delicata riguarderà la ricostruzione cutanea. Comunque le condizioni del ragazzo e dell’arto sono buone. Il paziente riesce a muovere la gamba, c’è sensibilità e sembra che non ci siano problemi dal punto di vista vascolare. Quello che era parso un tentativo disperato, perché sembrava che l’unica strada fosse l’amputazione, è andato invece a buon fine. (a.i.)