Gara europea per il nuovo ospedale

29 Giugno 2018

Il lungo iter del project financing taglia il traguardo: tra 7 giorni la giunta regionale approva la delibera dell’appalto

CHIETI. I soldi liberati dalle cartolarizzazioni dei debiti della sanità in scadenza alla fine del 2021 dovrebbero finanziare anche il nuovo ospedale di Chieti. La Regione va avanti con l’operazione Maltauro-Nocivelli che, ormai, è arrivata alla tappa finale: durante la prossima settimana, la giunta regionale dovrebbe approvare una delibera di fattibilità dell’intervento che darà il via a una maxi gara d’appalto da 200 milioni di euro con valenza europea. Ma non è detto che il gruppo Maltauro-Nocivelli, i proponenti del project financing, si assicurino la commessa: sarà uno scontro internazionale tra i colossi dell’edilizia e della sanità. E sarà una doppia gara che riserverà alla Maltauro-Nocivelli un diritto di prelazione: nella prima parte sarà messo a gara lo studio di fattibilità per ottenere il progetto preliminare per la «demolizione, ristrutturazione e nuova costruzione» dell’ospedale; nella seconda, le imprese concorreranno per i lavori al Santissima Annunziata sulla base del progetto approvato. La prelazione valida per Maltauro-Nocivelli comporta, però, l’onere delle spese di qualità progettuali sostenute dall’impresa vincitrice.
TRE CARTOLARIZZAZIONI. Per far partire l’intervento, la Regione mette sul piatto 30 milioni di euro: sono i soldi che torneranno disponibili con la scadenza di tre cartolarizzazioni risalenti ai primi anni Duemila che pesano per un totale di 56.122.464,44 euro all’anno. Fra tre anni, le cartolarizzazioni D’Annunzio II, Adriatica Finance III e D’Annunzio Finance III arriveranno a scadenza liberando oltre 56 milioni all’anno.
CONTRIBUTO PUBBLICO. Scorporando da questa cifra i 25,5 milioni necessari a ripianare il disavanzo della sanità abruzzese, ecco che in un anno spunterebbero fuori i 30 milioni che la Regione vuole usare per il nuovo ospedale di Chieti. Un contributo pubblico che, secondo i piani dell’assessore Pd alla Sanità Silvio Paolucci, dovrebbe abbattere il canone di disponibilità annuo dell’operazione che passerebbe a 12 milioni 400mila euro più Iva, una cifra che potrebbe essere ridotta ulteriormente a seguito della procedura di gara. Anche la durata della concessione da 30 anni, comprensivi del periodo di costruzione, dovrebbe accorciarsi a 25 anni e 6 mesi comprensivi del periodo di costruzione. Inoltre, per abbattere i costi, dalla concessione sono stati esclusi tutti i servizi “no core” inizialmente proposti: lavanolo, pulizia, ristorazione, logistica, assistenza e manutenzione delle apparecchiature, gestione dei laboratori, della radiologia della medicina nucleare.
«È URGENTE». Secondo la Regione, c’è l’«urgenza» del nuovo presidio ospedaliero a Chieti: il Santissima Annunziata, dice la delibera 325 del 18 maggio scorso, soffrirebbe di «affanno statico in tutti i corpi di fabbrica». Significa che gli edifici sarebbero pericolanti: il documento parla di «particolari e preoccupanti condizioni di precarietà strutturale accertate dai tecnici della direzione Protezione civile e dalla perizia di un consulente tecnico nominato dal tribunale di Chieti, in taluni dei plessi ospedalieri». E quel cemento a rischio, prosegue la delibera, rappresenterebbe un’incognita per l’intero presidio: si parla di «una generale condizione di affanno statico di tutti i corpi di fabbrica costituenti il compendio ospedaliero teatino, sia per la sua incidenza in un contesto sanitario aziendale sia strettamente correlato alle esigenze didattiche della facoltà di Medicina».
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