Gara vinta e mai affidata, scatta l’esposto in Procura

Lama dei Peligni, potenziamento delle opere fermaneve in due zone del paese Protesta il raggruppamento di professionisti che si era aggiudicato gli interventi
LAMA DEI PELIGNI. Avrà una strascico legale la realizzazione delle paravalanghe a Lama dei Peligni. Lo studio geologico Perazzoli, associato al capogruppo Studio Vincenti -raggruppamento temporaneo di professionisti, risultato vincitore della gara- ha presentato un esposto alla Procura di Lanciano perché i lavori non sono mai stati affidati alla ditta vincitrice. L’intervento consiste in un potenziamento delle opere fermaneve in località Coppetti e Valle Fontanili contro il rischio valanghe; rischio per il quale, a gennaio 2017, una parte dell’abitato di Lama fu sgomberata. È stata eseguita una selezione di progettisti, su base nazionale, con una procedura negoziata per l’affidamento dei servizi di progettazione definitiva, esecutiva e coordinamento sicurezza. «Il gruppo professionale in cui partecipo», afferma il geologo Vittorio Perazzoli, «ha ottenuto il massimo punteggio e vinto la gara offrendo un ribasso sostanzioso, pari al 30% dell’importo a gara e comunque in linea ai ribassi offerti dagli altri partecipanti, ma soprattutto uno schema operativo con tempi molto serrati».
Il responsabile della Cuc (Centrale unica di committenza dei Comuni di Fara San Martino, capofila, Civitella Messer Raimondo, Lama dei Peligni e Palombaro) la identificò come «anomala» perché si faceva troppo velocemente il progetto. Ne chiese giustificazione al raggruppamento temporaneo di professionisti, entro 15 giorni a far data dall’invio della richiesta. «Redatto il documento», continua Perazzoli, «il capogruppo prese appuntamento con il responsabile della Cuc per la consegna a mano degli elaborati, e come di rito considerò 15 giorni dal giorno seguente all’invio. Con questi prese appuntamento ma, poi, senza riceverlo né averlo avvisato dell’equivoco di un giorno di differenza, colse immediatamente l’occasione di escludere il raggruppamento vincente». A quel punto il responsabile della Cuc affidava l’appalto al secondo aggiudicatario ma il responsabile unico del procedimento non ha avallato questa tesi. L’amministrazione comunale, allora, si rivolge all’Anac di Cantone, cioè l’autorità più prestigiosa sugli appalti, chiedendo un parere sul contenzioso instaurato. Il parere Anac, arrivato ad agosto, ha censurato l’attività della Cuc. Quindi si poteva e doveva emettere l’aggiudicazione provvisoria e il Comune contrarre il contratto di appalto. Tutto risolto? «No, la Cuc», conclude Perazzoli, «ha comunicato la mancata volontà di adeguamento e avanzato ricorso avverso il parere Anac, insistendo ad affidare l’incarico al secondo classificato».
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