Gareggia ma è in malattia, ora l'infermiera vuole risarcire la Asl di Chieti

La pescarese presentò il certificato medico per infortunio ma partecipò a una corsa nel Teramano. Il suo legale propone di risarcire l’azienda per chiudere la cuasa. Ma c'è un'inchiesta interna per verificare se la dipendente possa restare al Santissima Annunziata
CHIETI. Beccata a partecipare a una gara podistica nonostante fosse in malattia proprio per un problema a un piede, l’infermiera pescarese in forza all’ospedale di Chieti non ha potuto fare altro che presentare la propria intenzione di risarcire la Asl Lanciano Vasto Chieti per il danno economico subito dall’azienda. Il suo difensore di fiducia, infatti, ieri mattina davanti al giudice per le indagini preliminari, Antonella Redaelli, ha presentato una proposta risarcitoria per conto di Catiuscia Lanaro, l’infermiera con la passione per la corsa ora al centro di una indagine interna anche da parte dell’azienda sanitaria locale.
I fatti risalgono al novembre 2013 quando la donna disse di essersi fatta male a un piede e chiese un periodo di malattia. L’infortunio sarebbe accaduto proprio sul posto di lavoro, sbattendo contro un lettino d’ospedale. Dal certificato medico risultava una infrazione della falange del primo dito del piede sinistro, motivo per cui ottenne sette giorni di malattia. Qualche giorno dopo, però, l’infermiera claudicante risulta essere tra i partecipanti della 17ª edizione della corsa di San Martino a Controguerra, in provincia di Teramo. La gara è un appuntamento importante nel panorama podistico regionale, facendo parte del circuito Fidal. Quell’anno registrò circa 3.000 partecipanti. La donna vi partecipò con il proprio gruppo sportivo, la Runners Chieti e, scorrendo l’ordine d’arrivo, si vede che ha terminato tutti i 15 chilometri del percorso, chiudendo la gara con un buon 770° posto. Scorrendo i tanti scatti fotografici dedicati alla manifestazione, organizzata dal gruppo podistico Avis Val Vibrata, i carabinieri della polizia giudiziaria, al comando del luogotenente Bruno D’Antonio, hanno trovato anche testimonianze fotografiche della sua effettiva partecipazione alla corsa.
Nella precedente udienza davanti al gip la Asl, assistita dall’avvocato Cristiano Sicari, si è costituita in giudizio mentre la difesa ha presentato richiesta di rito abbreviato. Ieri mattina, inoltre, la difesa ha presentato la propria proposta risarcitoria che coprirebbe anche le spese di costituzione in giudizio della Asl, oltre a quelle di carattere salariale. Il giudice Redaelli ha fissato al 27 gennaio l’udienza per la discussione. Se per quella data l’infermiera avrà effettivamente pagato il dovuto, risarcendo l’azienda sanitaria locale, la stessa Asl potrà non concludere la costituzione in giudizio, ritenendosi soddisfatta.
Per quanto riguarda però la permanenza dell’infermiera all’ospedale bisognerà attendere gli esiti dell’indagine interna della Asl. L’inchiesta giudiziaria è stata sollecitata proprio dalla direzione dell’azienda sanitaria che aveva avuto segnalazioni circa la condotta dell’infermiera pescarese.
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