Gas dal lago, ecco le ragioni del no

1 Febbraio 2024

Bomba. Il Comitato civico: «Le criticità dell’estrazione sono note da decenni»

BOMBA. Non si è fatta attendere la risposta del comitato di cittadini “Gestione partecipata territorio”, di Bomba, alla LNEnergy, società statunitense che vuole estrarre il gas da sotto il lago di Bomba. «Le forti criticità connesse all’estrazione e alla raffinazione del gas da quel giacimento», sostiene in una nota il comitato, «non le abbiamo inventate noi, sono note da decenni: le ha evidenziate l’Agip, quando aveva tutti i permessi, e sono state illustrate nel volume “Geologia ambientale” del 1997 da Bruno Martinis, professore ordinario di Geologia e presidente del Comitato per la geologia e le ccienze minerarie del Consiglio nazionale delle ricerche». Nel libro si dice che quel gas contiene un’elevata percentuale di azoto e idrogeno solforato. Inoltre si parla della subsidenza (cioè un lento e progressivo sprofondamento del fondo di un bacino marino o di un'area continentale) che può mettere a rischio la stabilità della diga e delle frane presenti sopra il bacino idroelettrico. Le criticità hanno convinto l’Agip a rinunciare al titolo minerario, inducendo il giacimento di Bomba a diventare un esempio di riserva di idrocarburi non coltivabile per gli impatti ambientali.
«Il giacimento “Colle Santo”, se sfruttato completamente», sostiene il Comitato, il cui presidente è Massimo Colonna, «può garantire al massimo 7 giorni di fabbisogno nazionale di gas, mentre l’energia idroelettrica prodotta nello stesso sito è potenzialmente infinita. È falso che il progetto della LNEnergy generi un combustibile utile al miglioramento della qualità dell’aria. I benefici descritti sono relativi esclusivamente al Gas naturale liquefatto (Gnl) prodotto da fonti rinnovabili, biomasse e fanghi di depurazione. Se il Gnl viene prodotto da un giacimento di idrocarburi fossili non vi è alcun vantaggio».
Per quanto riguarda il contratto di ricerca con l’Università d’Annunzio e l’istituzione di un Comitato per gli approfondimenti tecnico-scientifici, «essi», conclude la nota, «si sono rivelati una vera e propria presa in giro. Le attività sono iniziate a novembre 2023 e il 9 gennaio scorso è stata presentata la Valutazione d’impatto ambientale».
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