Gas dal lago, la raffineria si sposta a Paglieta

10 Luglio 2017

Torna il progetto ex Forest Oil (ora della Cmi Energia) su Bomba: coinvolti 11 Comuni. Stasera l’assemblea

PAGLIETA. «Come Gesù fece con Lazzaro, i petrolieri resuscitano il progetto di estrazione di gas sotto il lago di Bomba, bocciato, dopo una lotta di popolo e di carte bollate, dalla Regione, dal Comitato Via, dal Tar e, in ultimo, dal Consiglio di Stato». Lo segnala l’associazione ambientalista Nuovo Senso Civico (Nsc) che annuncia per questa sera, alle 20,30, al Bar Kristal di Paglieta, un vertice con tutti i sindaci interessati alla vicenda.
Secondo Nsc «al progetto di sviluppo e concessione denominato “Colle Santo” hanno cambiato il proponente che non è più la Forest Oil ma la Cmi Energia spa e, incredibile, hanno “migliorato” il progetto arrivando a coinvolgere 11 comuni della Val di Sangro: Perano, Roccascalegna, Atessa, Pennadomo, Torricella Peligna, Collidimezzo, Altino, Villa Santa Maria, Archi, Bomba e Paglieta, comune quest’ultimo in cui è prevista la costruzione della raffineria che nel precedente progetto ricadeva nel comune di Bomba. Che si estragga gas sotto una diga con 80 milioni di metri cubi d’acqua, con il rischio di un disastro peggiore del Vajont, ai petrolieri non frega niente. C’è da comprenderli, fanno impresa, profitto. Ci stupiamo, però, fino ad indignarci furiosamente, della politica che non prende posizioni e che fa orecchie da mercante, dai sindaci al presidente della Regione».
Stasera è stata convocata un’assemblea pubblica per discutere le modalità di mobilitazione da mettere in atto e le misure tecniche e legislative da intraprendere. «L’obiettivo è fronteggiare la minaccia incombente che si profila, in virtù del decreto legislativo che esautorerà le Regioni dalla valutazione d’impatto ambientale, stabilendo che sarà esclusivo appannaggio del Comitato Via nazionale la facoltà di decidere se il parere debba essere un sì o un no. Alle 20,30, nel Bar Kristal di Paglieta, dovrebbero essere presenti tutti i sindaci dei Comuni interessati dal progetto, dovrebbe essere presente il presidente della Provincia di Chieti, l’assessore all’ambiente e il presidente della Regione. Questo accadrebbe se la politica fosse concretamente credibile, dopo che l’intera comunità della Val di Sangro ha già espresso il proprio inequivocabile parere sul Progetto “Colle Santo”, in quasi dieci anni di assemblee, manifestazioni, flash mob, comunicati, incontri informativi, concerti e altro».
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