Gasdotto, 14 sindaci vanno al Tar

8 Ottobre 2014

Firmato il ricorso al tribunale del Lazio per bloccare l’impianto di stoccaggio nella valle del Dendalo

Contro l'impianto di stoccaggio della milanese Gas Plus sono schierati quattordici sindaci. Le fasce tricolori si sono date appuntamento ieri pomeriggio allo studio dell'avvocato Michele Pezone a Francavilla per firmare in calce al ricorso che domani verrà presentato al Tar del Lazio.

Obiettivo di questa grande unione temporanea di Comuni è ottenere dal Tribunale amministrativo della Capitale -competente per gli atti del governo centrale- la sospensiva del decreto del ministero dell'Ambiente 165 dello scorso 19 giugno, con cui veniva dato il via libera all'ampliamento delle cisterne naturali sotterranee ex Eni della centrale di Colle di Paolo per stoccare ad alta pressione fino a 160 milioni di metri cubi.

Partita da San Martino, che ospita la centrale nel suo territorio nella parte bassa della valle del Dendalo (al confine con Filetto), l'iniziativa giudiziaria è una tappa decisiva della battaglia legale contro un progetto che ha piazzato proprio al centro della grande frana in corso da decenni una centrale di stoccaggio e pompaggio, infrastruttura che per riconoscimento dello stesso ministero prevede l'eventualità di terremoti fino al terzo grado della scala Richter a normale regime di funzionamento. Tra le motivazioni più forti sottolineate nel ricorso dei 14 sindaci, tutti amministratori di Comuni a forte vocazione paesaggistica, turistica e agricola di pregio, c'è il timore di un declino per effetto della svalutazione del territorio con perdita di occupazione e reddito oltre che di prestigio.

Ma la frana di Colle Grande è la ragione che nel testo del ricorso viene illustrata con maggiore dovizia di particolari, a partire dall'evacuazione completata nel 2005 dell'intera frazione in cui case, strade e infrastrutture pubbliche compreso il campo sportivo comunale erano state devastate senza possibilità di ripristino. E oggi, secondo il sistema di rilevamento dei sommovimenti del sottosuolo gestito dall'università d'Annunzio, la frana è in marcia proprio in direzione della centrale nelle cui viscere dovrebbero essere scavate due nuove cisterne naturali in aggiunta a quella ex Eni da ampliare. A lanciare il ricorso erano stati, con San Martino, i Comuni di Casacanditella, Fara Filiorum Petri, Filetto e Vacri. Ieri si sono aggiunti i sindaci di Guardiagrele, Arielli, Orsogna, Giuliano Teatino, Ari, Rapino, Bucchianico e Villamagna. Noi cinque che abbiamo promosso il ricorso», spiega il sindaco Luciano Giammarino subito dopo la firma del ricorso (gli altri sindaci promotori sono Giuseppe D'Angelo, Camillo D'Onofrio, Sandro Di Tullio e Piergiuseppe Mammarella), «intendiamo ringraziare i colleghi che hanno aderito, manifestando con questo gesto la vicinanza e la comune appartenenza a questo territorio, valori tutt'altro che simbolici visto che si tratta anche di un'assunzione di impegno collegiale per fermare un'iniziativa che abbiamo giudicato fin dal primo momento poco in linea con le strategie di sviluppo che questo comprensorio ha da tempo abbracciato».

Francesco Blasi

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