Gasdotto, il no del Comune inviato al Mise

4 Giugno 2017

Il sindaco Pupillo e l’assessore Caporale: «Lanciano è la capitale della difesa all’ambiente»

LANCIANO. No al metanodotto Larino-Chieti. Il Comune di Lanciano conferma il parere negativo all’opera che interesserà 26 Comuni tra Abruzzo e Molise e sarà lunga 110 chilometri comprendendo, oltre al tracciato, anche la realizzazione d’impianti e infrastrutture indispensabili al suo esercizio. La posizione del Comune di Lanciano sarà inviata al Mise, il ministero dello Sviluppo economico e, per conoscenza, anche alla Regione (che invece aveva dato parere positivo all’infrastruttura) e alla società che dovrebbe realizzare il metanodotto, la Sgi Società Gasdotti Italia. «Eravamo già pronti per l’invio del parere negativo nei primi giorni di maggio», commentano sindaco e assessore all'ambiente, Mario Pupillo e Davide Caporale, «ma con la sospensione del procedimento di 30 giorni e il contestuale slittamento dei termini da parte del Mise abbiamo riflettuto ulteriormente e responsabilmente sull’opera, aprendoci nuovamente al confronto con la cittadinanza e con tutte le forze politiche della città. Da amministratori abbiamo il dovere di valutare fino in fondo le questioni», proseguono gli amministratori, «senza farci tirare per la giacchetta da nessuno». Il riferimento è al recente attacco da parte dell’associazione Nuovo Senso Civico che ha accusato l’amministrazione di tirarsi indietro sulla questione in cambio di un ristoro di 500mila euro previsto da parte della società che dovrebbe realizzare l’opera. L’infrastruttura avrebbe un impatto pesante sul territorio coinvolgendo diverse contrade, molte delle quali già interessate dall’elettrodotto Villanova-Gissi. «Lanciano con la nostra amministrazione è stata definita a ragione la capitale d’Abruzzo per la difesa dell’ambiente», precisano invece Pupillo e Caporale, «ed è proprio in virtù di questo ruolo politico di punto di riferimento di un intero comprensorio che esprimiamo e confermiamo il nostro parere negativo alla realizzazione dell’opera, sottolineando in particolare la nostra contrarietà allo stoccaggio previsto dal progetto a San Martino sulla Marrucina. Il principio di precauzione che tutti dobbiamo far prevalere, anche alla luce degli studi internazionali sui possibili effetti dell’immissione del gas in caverne metanifere già esistenti in termini di rischio sismico, ci impone una chiara presa di posizione che abbiamo spiegato innanzitutto ai cittadini dei territori interessati dal passaggio del metanodotto». (d.d.l.)
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