«Gasdotto utile solo ai privati»

La battaglia di Legambiente Abruzzo. Nelli: attraversa aree protette e a rischio idrogeologico
LANCIANO. Il ministero dello Sviluppo Economico ha avviato il procedimento per il rilascio dell’autorizzazione alla costruzione ed esercizio del metanodotto Larino-Chieti. Continua quindi l’iter procedurale dopo il parere favorevole della Regione per la realizzazione dell’opera che, oltre al tracciato, comprende anche la realizzazione d’impianti e infrastrutture indispensabili all’esercizio stesso. Legambiente Abruzzo torna a ribadire l’inutilità del gasdotto «in quanto non strategica e di nessuna rilevanza pubblica». Il tracciato ha una lunghezza di 110 chilometri e attraverserà le province di Chieti, Pescara e Campobasso interessando 26 comuni: Cupello, Furci, Monteodorisio, Scerni, Pollutri, Casalbordino, Paglieta, Lanciano, Castel Frentano, Orsogna, Poggiofiorito, Filetto, Casacanditella, Bucchianico, Casalincontrada, Chieti, Cepagatti, Rosciano, Pianella; in Molise Larino, Guglionesi, Montecilfone, Palata, Montenero di Bisaccia, Tavenna, Mafalda e numerose aree protette a livello europeo. In Abruzzo i Sic sfiorati sono: Monti frentani e fiume Treste; lago di Serranella e colline di Garenna; calanchi di Bucchianico (Ripe dello Spagnolo); quelli direttamente attraversati: bosco di Mozzagrogna (Sangro); boschi ripariali sul fiume Osento; fiume Trigno; gessi di Lentella. Si tratta di aree fortemente sensibili sia dal punto di vista naturalistico-paesaggistico che del dissesto idrogeologico. Dissesto che proprio in questi giorni ha tragicamente travolto la nostra regione scoprendo tutta la fragilità del nostro territorio che meriterebbe, alla luce di questi disastri, sicuramente una pianificazione più attenta ai bisogni veri della popolazione locale. «L’impianto della società Gasdotti Italia Sgi», dice Luzio Nelli, di Legambiente Abruzzo, «non è strategico ai fini dei consumi del gas in quanto ci troviamo di fronte a una consistente riduzione, ma è strumentale solo per chi lo realizza perché, per stessa ammissione del proponente, “vuole, infatti, connettere le aree in cui dovrebbero essere perforati futuri pozzi per realizzare stoccaggi”. Tutto questo s’immagina sarà meramente funzionale a logiche privatistiche e di mercato e non di servizio pubblico. Ci auguriamo», conclude Nelli, «che il Ministero bocci questo progetto perché palesemente in contrasto con le caratteristiche del territorio, ancor più evidenziate dalle emergenze di questi giorni». A Castel Frentano, per esempio il passaggio del metanodotto interesserà le zone di Feltrino, Cese e Moscete. Nell’albo pretorio dei Comuni interessati al passaggio è pubblicato l’elenco delle particelle catastali interessate al metanodotto.
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