Gasolio alle stelle, si ferma anche la marineria vastese

VASTO. Dopo lo sciopero dei Tir si fermano i pescatori. Il conflitto in Ucraina ha fatto lievitare i prezzi del gasolio. Da domenica notte i pescherecci delle marinerie italiane non escono in mare. E...
VASTO. Dopo lo sciopero dei Tir si fermano i pescatori. Il conflitto in Ucraina ha fatto lievitare i prezzi del gasolio. Da domenica notte i pescherecci delle marinerie italiane non escono in mare. E sarà così tutta la settimana se non sopraggiungeranno importanti novità che possano portare risposte concrete alle serie preoccupazioni dell'intero comparto della pesca italiano, messo a dura prova dall'impennata dei prezzi dei carburanti. Il caro gasolio non permette più di sostenere l'attività di pesca e il comparto ha deciso di fermarsi.
Domani è in programma un incontro con il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali a Roma. Il carburante continua ad aumentare. Il gasolio da 30 centesimi è arrivato ad 1 euro e 10 oggi. Lo sciopero dei pescatori provoca inevitabilmente un effetto domino che incide sul commercio del settore ittico e della ristorazione. Due settori importanti per Vasto. Oggi il consorzio di operatori Vivere Vasto marina ha in programma una riunione. Agli argomenti già all'ordine del giorno e che riguardano la programmazione estiva e le iniziative da adottare sarà aggiunto questo argomento che non fa dormire sonni tranquilli a nessuno. «Cerchiamo di essere ottimisti sperando che le cose migliorino», dice Antonio Caruso, titolare di un locale della riviera. Altro per il momento non aggiunge. Al termine della riunione odierna il consorzio Vivere Vasto marina presieduto da Piergiorgio Molino diffonderà un comunicato.
Le forze dell'ordine nel frattempo aumentano i controlli per evitare che lo sciopero induca la vendita illegale di prodotti ittici congelati venduti come freschi da mezzi ambulanti non autorizzati. (p.c.)
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