Gelataio morto, i colleghi: ricorderemo il tuo sorriso

Indagato per omicidio stradale l’automobilista che ha provocato lo schianto Oggi è in programma l’ispezione cadaverica, poi sarà fissato l’ultimo saluto
CHIETI. «Ciao Riccardo». Il bigliettino pende da un mazzo di fiori attaccato a un palo dell’illuminazione pubblica di via dei Frentani, davanti al bivio per San Giovanni Teatino, nel punto in cui il gelataio Riccardo D’Angelo, 55 anni, ha perso la vita sabato mattina. Sull’asfalto ci sono ancora alcuni pezzi di carrozzeria. D’Angelo, sposato e padre di una ragazzina di 15 anni, si stava dirigendo verso Chieti per aprire la sua gelateria, in corso Marrucino.
LA TRAGEDIA
Secondo la ricostruzione dei carabinieri, una Bmw X3 che usciva da strada Cascini non ha dato la precedenza e si è schiantata contro lo scooter T-Max di D'Angelo. Sul rettilineo di via dei Frentani, su cui vige il limite di 50 chilometri orari, l’impatto tra i mezzi è stato violentissimo: distrutta la parte anteriore dell’auto, la moto scaraventata sul ciglio della strada e il corpo di Riccardo sbalzato e finito dentro una cunetta. Il gelataio è morto sul colpo, mentre i familiari hanno visto la tragedia consumarsi davanti ai loro occhi. A pochi metri dalla moto, infatti, la moglie Luciana Desiderio e i suoceri seguivano Riccardo in macchina, anche loro diretti a Chieti per aprire il loro negozio di abbigliamento, Lula. Il conducente dell’auto, 74 anni, rimasto illeso ma sotto choc, è ora indagato per omicidio stradale. Stamattina, all’ospedale Santissima Annunziata, è prevista l'ispezione cadaverica; poi il corpo sarà riconsegnato alla famiglia per i funerali.
COMMERCIO IN LUTTO
Sono giorni di lutto per il commercio teatino: i negozianti si sono stretti immediatamente attorno ai familiari della vittima. Prima di aprire la gelateria in centro storico, D’Angelo ha lavorato per più di trenta anni come rappresentante di prodotti per gelati. «Ci siamo conosciuti in questa occasione perché ci vendeva preparati e prodotti», ricordano Enrico Sigismondi e Natalia Ramundi della gelateria Gelatiamo, «era un gran lavoratore, serio, professionale e sempre sorridente. Siamo coetanei e questa notizia ci ha sconvolto: stentavamo a crederci quando l'abbiamo saputo».
IL RICORDO
D’Angelo ha sempre avuto buoni rapporti con i colleghi gelatai del centro storico. «Tra noi c’era rispetto, educazione e cordialità», aggiunge Liliana Marinucci della Glacia, «noi commercianti siamo un po’ come una grande famiglia, in momenti come questi condividiamo il dolore. Non ci sono parole per descrivere una tragedia del genere. Sono sconvolta». Per tutta la giornata è proseguito, silenzioso, un pellegrinaggio di persone le quali, pur sapendo che avrebbero trovato la porta chiusa, hanno voluto lo stesso passare davanti alla gelateria Cuore per ricordare Riccardo.
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