Gestione condomini «In città è un far west: servono più controlli»

La denuncia-appello di un’associazione di amministratori «Lavori in nero e somme gestite senza conto corrente»
LANCIANO. Fatture non tracciabili, somme di denaro, anche ingenti, gestite senza conto corrente, lavori gonfiati, imprese non pagate, ditte non idonee. Sono solo alcuni degli aspetti che riguardano l’intricato mondo degli amministratori di condominio in città, un vero e proprio sottobosco spesso costituito da sedicenti professionisti che operano nella più completa illegalità e in barba alle normative di riferimento. La denuncia arriva da un’associazione di amministratori e da alcuni condomini, che chiedono di restare anonimi. A Lanciano, a fronte di oltre 500 condomini e di un’alta percentuale di amministratori che opera sul territorio senza regole e senza alcun appiglio normativo, la situazione è da tempo un vero e proprio “far west”. «Chi vuole operare nella legalità, anche dopo le recenti normative che hanno cercato di regolarizzare il settore, già di per sé molto delicato (legge 220/2012, ndc)», commenta un amministratore, «deve soccombere a consuetudini illegali imperanti in città, che durano da decenni e per moltissimi condomini». I professionisti fanno appello alle istituzioni, Confedilizia, associazioni di categoria, geometri, forze dell’ordine e anche al sindaco Mario Pupillo. «C’è un fiume di denaro versato in nero su cui nessuno vigila», interviene un altro professionista, «nessuno sa, o sembra non sapere, che ad esempio la legge dal 2012 impone che ogni condominio debba avere un conto corrente bancario: l’amministratore non deve riscuotere i soldi a mano né può utilizzarli a suo piacimento sottraendo somme e aggiungendole. Ci sorprende anche il lassismo e l’indifferenza dei proprietari di casa: possibile che non si preoccupino di che fine fanno i loro soldi e di come vengono utilizzati? Ci sono stati casi in cui alcuni palazzi avevano da anni bilanci negativi nonostante i condomini versassero regolarmente le loro quote». Altro caso sono i lavori di ristrutturazione e manutenzione delle strutture, circostanza che genera giri di affari da centinaia di migliaia di euro. Spesso però si fanno fare lavori in nero, a ditte non certificate, con personale non assunto o senza partita Iva, con imprese che lavorano senza Durc (documento unico di regolarità contributiva). Caos anche per le ditte di pulizia, alcune delle quali utilizzano personale straniero non assunto e che, se non vengono pagate, data l’irregolarità amministrativa, non possono nemmeno avvalersi della legge. «Chiediamo maggiori controlli», specificano gli amministratori, «e maggiore consapevolezza da parte dei cittadini. Chi fa parte di un condominio ha diritto a richiedere tutte le transazioni bancarie effettuate. Se l’amministratore nega vuol dire che c’è già qualcosa che non va».
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