Gestione della piscina, Marzoli svela la gaffe del Comune

«La gestione della piscina comunale è ancora nel caos e l’ordine politico sembra essere quello di temporeggiare. Siamo di fronte ad una storia indecente». Alessandro Marzoli, consigliere comunale del...
«La gestione della piscina comunale è ancora nel caos e l’ordine politico sembra essere quello di temporeggiare. Siamo di fronte ad una storia indecente». Alessandro Marzoli, consigliere comunale del Pd, torna all’attacco sul “caso” piscina comunale. Dove è in corso una sorta di “guerra fredda” tra il Comune e l’attuale gestore, la società Teate Splashing che deve all’ente circa 200 mila euro di canoni arretrati e 300 mila euro di utenze idriche non pagate antecedenti alla stipula del contratto in essere. Altre novità della vicenda sono venute fuori a seguito di una richiesta di accesso agli atti avanzata proprio dal consigliere Marzoli. Il quale, in data 29 ottobre, ha ricevuto le risposte che cercava dal funzionario amministrativo contabile del Comune, Maria Luigina Pia Vernaci, e dal dirigente ad interim del settimo settore comunale, l’ingegner Paolo Intorbida. «É emerso incredibilmente che l’amministrazione comunale ha inviato lettere al gestore della piscina per il mancato pagamento dei canoni di affitto ad agosto 2013, nel luglio e nell’ottobre 2014 senza, però, mai prendere provvedimenti di merito. Inoltre», denuncia Marzoli, «non è mai stata aggredita la polizza fideiussoria, di una società ungherese, posta a garanzia dei pagamenti da effettuare. Le altre fideiussioni del caso sono state consegnate dal gestore, a mano, soltanto in data 29 settembre. Non dimentichiamo, poi, che il dirigente ha confermato che sono state rilevate anomalie circa l’obbligo di sanificazione dell’impianto». Insomma per Marzoli i conti sulla gestione della piscina non tornano anche perché il Comune, in data 2 ottobre scorso, ha annunciato la richiesta di risoluzione contrattuale di gestione. «Eppure a distanza di un mese non si sa ancora nulla ed è tutto bloccato negli uffici comunali. Un danno», tuona Marzoli, «per la struttura, per la città, per gli atleti e per le rispettive famiglie». (j.o.)

