Gettata nel fiume: il marito ora si pente e chiede scusa ai figli

Il messaggio dell’uomo letto dal parroco durante il funerale «Papà vi vuole bene ed è dispiaciuto per ciò che ha fatto»
CASALBORDINO. «Chiedo scusa ai miei figli per quello che ho fatto». Attraverso don Silvio Santovito, parroco di Casalbordino, Angelo Bernardone, 74 anni, l'uomo che il 26 dicembre scorso ha ucciso la moglie gettandola nel fiume Osento, ha mandato un messaggio di pentimento ai figli. Il sacerdote lo ha letto durante la cerimonia funebre di Maria Rita Conese, 72 anni, celebrata ieri pomeriggio nella chiesa del Santissimo Salvatore. Nelle parole di don Silvio, il pentimento e la richiesta del perdono che Angelo Bernardone ha fatto a Monica, Sara, Marco e Amedeo. Il giudice Anna Rosa Capuozzo due ore prima del funerale aveva convalidato l'arresto per uxoricidio di Angelo Bernardone. Il pensionato per il momento resta in carcere.
IL FUNERALEIl mesto rintocco delle campane ha accolto ieri pomeriggio l’arrivo del feretro di Maria Rita Conese. Nella chiesa la comunità si è stretta ai figli. Molti non hanno potuto partecipare al rito a causa della quarantena da Covid, ma la chiesa si è riempita. Altri hanno seguito i funerali sul piazzale esterno. Il sindaco Filippo Marinucci ha portato le condoglianze dell'amministrazione a casa dei ragazzi prima della messa. È toccato a don Silvio il compito non facile di consolare i figli e i parenti della donna. È stata una cerimonia straziante. Durante l'omelia, il parroco ha rivelato di avere incontrato in carcere Angelo Bernardone e di avere un messaggio per i figli. «Vostro padre», ha detto, «mi ha detto di riferirvi che vi vuole bene. È pentito per quello che ha fatto e dispiaciuto per il dolore che vi ha procurato». Don Silvio ha poi invocato il perdono di Dio per Bernardone. Il feretro è stato poi trasferito nel cimitero di Atessa.
L’ARRESTO CONVALIDATOMancavano pochi minuti alle 12 ieri quando è iniziata l’udienza di convalida dell’arresto per Bernardone. Il pensionato ha ribadito quanto dichiarato ai carabinieri. Al giudice ha ripetuto di aver ucciso la moglie perché esasperato. Ieri, però, Bernardone non ha ostentato la stessa sicurezza con cui aveva affrontato le ore successive all’omicidio. Probabilmente comincia a capire la gravità di quello che ha fatto. Il difensore, l’avvocato Vincenzo Cocchino, ha insistito sulla mancanza di premeditazione dell’omicidio e ha chiesto gli arresti domiciliari in un luogo diverso dalla casa in cui l’uomo viveva con la moglie e due figli, ma la domanda è stata rigettata. Al momento Bernardone resta in carcere. Dal giorno dell’omicidio ha visto i figli una sola volta. Al momento nessuno di loro ha chiesto l’autorizzazione ad andare a trovarlo. Troppo recente la tragedia, troppo grande il dolore, difficile il perdono.
LA PERIZIA PSICHIATRICAI figli restano chiusi nel loro dolore e per il momento non hanno nominato alcun legale. Uno di essi si è consultato in questi giorni con l’avvocato Cocchino. Quest’ultimo sembra deciso a chiedere che il 74enne venga sottoposto a perizia psichiatrica. Un passaggio fondamentale per comprendere le condizioni dell’uomo domenica 26 dicembre prima e dopo l’omicidio. Sul cavalcavia dal quale Bernardone ha gettato la moglie nel fiume, qualcuno ha messo un mazzo di fiori. Un gesto d’amore per Maria Rita Conese, una donna che ha avuto la sola colpa di ammalarsi di Alzhaimer .
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