Giacobbo e il mistero del Miracolo eucaristico

Lanciano. Share del 12% per la puntata di martedì di Freedom su Rai 4 su storia e fede della città
LANCIANO. Immagini mozzafiato della città dal drone. Il Diocleziano, la cattedrale della Madonna del Ponte, piazza del Plebiscito, la Lanciano sotterranea. San Legonziano e il Miracolo eucaristico che si intrecciano con la storia del centurione romano Longino, che trafisse il costato di Gesù sulla croce, la ricerca del Santo Graal tra leggenda, storia e fede. Uno share del 7% che ha toccato il 12% nel servizio su Lanciano. È “Freedom, oltre il confine”, il programma su Rete 4 condotto da Roberto Giacobbo ad aver mostrato ai telespettatori, martedì sera, Lanciano, città “importante, ricca di storia, fede. Una città che duemila anni fa dipendeva direttamente dal re e poteva battere moneta” dice Giacobbo nel presentarla mentre cammina sul ponte Diocleziano. Un servizio che ha mostrato alcuni tesori di Lanciano e raccontato parte della sua storia tirando fuori anche antiche leggende, come quella di Longino e del Graal. Giacobbo infatti parla proprio del centurione romano che trafisse il costato di Gesù, che sarebbe nato e morto a Lanciano, e nel farlo mostra le bellezze della città.
Racconto sobrio il suo quando arriva a San Legonziano, San Longino, e parla del Miracolo eucaristico, «il più antico miracolo eucaristico della storia» e che «si ripete ogni volta che si alza l’ostia durante la messa». Tra gli affreschi dell’Apocalisse, i passaggi sotterranei, Giacobbo descrive il tesoro più famoso; il Miracolo, avvenuto nel 700 dopo Cristo per i dubbi di un monaco ortodosso. Descritti anche gli studi scientifici fatti sulla reliquia della “carne”, il tessuto del miocardio, e sui 5 grumi di sangue che si conservano da secoli anche senza essere stati trattati con composti conservanti.
«Ma di tesori ne abbiamo altri e per questo lo inviterò di nuovo a Lanciano», dice il sindaco Mario Pupillo, che ha apprezzato il servizio, le splendide immagini e la sobrietà del racconto di Giacobbo. Pupillo ha scritto alla produzione e al conduttore per ringraziare per «l’attenzione data alla città che la merita per la storia le tante meraviglie che custodisce a partire dal Miracolo».
«Dobbiamo mostrare silenzio e rispetto per la storia e per la fede che questa città e queste reliquie ci hanno dimostrato»: ha chiuso così il servizio il conduttore che con la troupe è stato a Lanciano il 9 marzo scorso. Ha ricordato anche il calore mostrato dai lancianesi, gente “forte e serena”. (t.d.r.)
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