Ginecologia, appello per il reparto dei record

In un anno ha fatto nascere 2.131 bimbi. Dal giorno delle scosse è deserto Dalle volte entra acqua. Pazienti trasferite o dimesse. Personale in trincea
CHIETI. Sono abituati all'emergenza alla ginecologia di Chieti. Qui, dagli anni 2000, è in moto una macchina perfettamente oliata che ha portato un normale reparto da meno di mille parti all'anno ad una clinica dell'eccellenza che quest'anno, al 31 dicembre, ha raggiunto il record di 2.131 nascite. Un piccolo paese di lattanti. Eppure c'è emergenza ed emergenza. Perché quella che è scattata lo scorso 18 gennaio a seguito delle tre scosse di terremoto, al 13esimo piano del Santissima Annunziata, è stato uno sconquasso emotivo, pratico e logistico a cui ancora si deve far fronte tra mille difficoltà. Da un reparto di eccellenza si è passati ad una sorta di ospedale di trincea. In blocco attrezzature, pazienti, medici, culle, medicinali, strumentazioni, infermieri, strutturati, specializzandi e cartelle cliniche sono stati trasferiti al 12esimo piano, nel giro di poche, concitatissime ore. Il tutto con le emergenze sanitarie "vere" in corso: i parti programmati, quelli in arrivo, quelli difficili, le situazioni da tenere sotto controllo, i casi gravi. Il 13esimo piano è difatti, ormai, un piano fantasma. Non utilizzato e non più utilizzabile.
LE SCOSSE. Il terremoto si è sentito forte e chiaro. Alla prima scossa, nettissima, il panico non si è generato subito. E' a partire dalla seconda, quando le mamme hanno cominciato a gridare e ad afferrare i propri piccoli nelle cullette (al Santissima Annunziata è possibile e molto caldeggiata la pratica del rooming in, ovvero tenere i bambini in stanza per favorire da subito l'instaurarsi di un legame profondo e del tutto naturale tra bambino e mamma) che si è scatenato l'inferno. In poco tempo un intero reparto è stato evacuato. Più tardi si è appreso anche di diversi allagamenti dovuti a gravi infiltrazioni dalle controsoffittature. L'acqua si è riversata nella nuova sala parto, nel corridoio di accesso alla sala parto, nella sala operatoria e nella pre sala operatoria.
NUOVA SISTEMAZIONE. Da una quarantina di posti letto disponibili, sempre pieni, dato l'appeal del reparto conquistato in tanti anni di successi e altissima specializzazione, si è passati ai 16 ricavati al 12esimo piano più gli 8 del nono piano nel reparto multidisciplinare. Un taglio drastico che ha creato, e sta creando, non pochi problemi. Le consulenze ginecologiche di pronto soccorso si fanno al 12, ma è una lotta con gli spazi. Non tutte le stanze sono disponibili. La sala parto utilizzabile non è più quella del 14esimo piano, ma è quella del 9. E le partorienti continuano ad arrivare. Con medici e personale a fare i salti mortali per trovare loro una sistemazione.
I DISAGI. Spazio, tempo, organizzazione. Sono le tre leve su cui si poggia tutta la precarietà della nuova organizzazione. Il 12esimo piano, più qualche risorsa di spazio al nono, non basta ad accogliere tutti. E così si deve fare di necessità virtù. Come per le dimissioni ad esempio. Alcune donne vengono dimesse a 24 ore dal parto, massimo 48 anche per il cesareo. Cominciano a scarseggiare, oltre che i posti letto, anche le culle in neonatologia. Questo perchè prima i bambini venivano trattenuti in stanza mentre adesso affollano la sala del 13esimo piano (non l'ala evacuata, ma quella adiacente) della neonatologia. Ci sono alcune pazienti che, per le loro particolari condizioni di salute, non potrebbero però essere dimesse così velocemente. Ma anche per loro vale il discorso tempo, spazio, organizzazione. Tra qualche protesta e molti disagi tutti devono adeguarsi. Anche le stanze sono stracolme. In una si dorme in cinque. Non c'è più la dignità di trovarsi in un luogo di cure, ma il disagio di stare occupando uno spazio vitale in mezzo al caos più totale. I monitoraggi, i cosiddetti tracciati, vengono fatti dove possibile, alcuni anche in corridoio. Non c'è tempo, né spazio per provare vergogna.
IL PERSONALE. Eppure tutti, dai medici agli specializzandi, in un'atmosfera di unione, attaccamento al lavoro e abnegazione che ricorda la serie tv Grey's Aanatomy, come scherza qualcuno, danno il massimo. Anche così, anche con gli spazi stretti, anche rincorrendo le cartelle cliniche perdute. E' questa l'eccellenza della ginecologia di Chieti: il personale. Gente che fa nascere un bambino ad una donna in arresto cardiaco per 35 minuti, come accaduto qualche settimana fa. Sono loro la molla di tutto. Il 13esimo piano è un dettaglio. Costruito su basi d'argilla, di cui si è perfettamente a conoscenza da anni.

