Ginecologia, pochi medici e lavori attesi da 10 anni

26 Maggio 2019

I ricorsi bloccano l’appalto per la ristrutturazione: i pavimenti restano in amianto Il primario: «Lavoriamo al massimo per dare all’utenza una risposta adeguata»

LANCIANO. Pochi medici, strumenti vecchi, lavori attesi da un decennio, pavimenti in amianto da bonificare. Ma anche tanta abnegazione da parte del personale che, tra mille difficoltà, offre all’utenza servizi comunque adeguati. È l’unità di ostetricia e ginecologia dell’ospedale Renzetti, diretta da Antonio Di Francesco.
Il reparto ha conquistato il bollino rosa, attribuito dall’Osservatorio nazionale sulla salute donna agli ospedali «attenti alla salute femminile e che si distinguono per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali malattie delle donne». Ma da tempo bisogna fare i conti con i problemi di personale, soprattutto medico, e con i ritardi legati ai lavori di ristrutturazione.
Due anni fa è stata fatta la gara da 5.800.000 euro (3.200.000 della Regione e 2.600.000 fondi Asl) per rifare il reparto. Stanze di degenza, ambulatori, sala parto all’avanguardia, pavimentazione che oggi contiene amianto: tutto nuovo. Ma i ricorsi hanno bloccato l’appalto: ora la vicenda giudiziaria è arrivata davanti al Consiglio di Stato. Nel frattempo, però, bisognava bonificare i pavimenti come imposto anche dal Comune di Lanciano, con l’ordinanza inviata alla Asl nei mesi scorsi dove si chiedeva di intervenire nei reparti con pavimento in amianto entro 6 mesi, ovvero ottobre 2019. Ma la Asl ha cambiato cronoprogramma e i tempi non verranno rispettati.
In ginecologia i lavori sarebbero dovuti iniziare il 13 maggio scorso, ma i problemi legati alla collocazione della sala parto e travaglio hanno bloccato tutto fino al prossimo 31 dicembre. Le soluzioni ipotizzate per far partire l’intervento sono tutte naufragate.
«Noi come al solito ci rimbocchiamo le maniche», dice il primario Di Francesco, «diamo un’adeguata risposta all’utenza in condizioni precarie, con carenze strutturali e di personale. Rispondiamo ai problemi delle donne e lo facciamo al meglio anche perché abbiamo la fortuna di avere tutte dottoresse. Ma, adesso, due di loro sono ad orario ridotto e una va in pensione, quindi a stento copriamo i turni, e siamo in vista delle ferie. Insomma: traballiamo, ma cerchiamo di offrire sempre servizi migliori alle donne».
Come la guardia anestesiologica e la sala operatoria h24 e l’assistenza pediatrica h24. Se ci fosse più personale, si potrebbe attivare anche il parto in analgesia. Ma, finora, non è stato possibile. L’attesa è legata soprattutto ai lavori. «Abbiamo dato una tempistica alla Asl per la bonifica», spiegano dal Comune, «e intendiamo rispettarla. Deroghe? Solo se tecnicamente ci sono problemi che impediscono di procedere con i lavori. Dalla prossima settimana, avvieremo le nostre verifiche sugli interventi di bonifica, anche in ginecologia».