Ginecologia senza medici: arriva lo stop agli aborti

26 Settembre 2019

Grido d’allarme del primario: «Manca il personale, ora la Asl ci sostenga» Bloccati ferie e permessi ma in servizio restano solo 5 dottori: turni scoperti

LANCIANO. Sospese le interruzioni di gravidanza per mancanza dei medici; bloccati ferie e riposi ai pochi medici in servizio con difficoltà a coprire i turni; lavori per la rimozione dell’amianto che restano ancora lontani. È al collasso il reparto di ostetrica e ginecologia dell’ospedale Renzetti.
Ora la situazione è critica sul fronte personale. Una carenza che ha portato al blocco, da un mese, degli aborti che sono tanti, circa 200 l’anno. Non solo, si fatica a coprire i turni nel reparto diretto da Antonio Di Francesco che, ogni giorno, accoglie decine di donne per i problemi più diversi e che ha conquistato il bollino rosa (si distingue per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali malattie delle donne). Ma lo stesso reparto da anni lotta contro problemi di carenza di personale e comfort che lascia a desiderare. «Purtroppo da un mese abbiamo sospeso le interruzioni di gravidanza», conferma Di Francesco, «perché non abbiamo il medico. Sono stato costretto a stringere la cinghia e a tagliare ferie e riposi alle dottoresse in servizio per non incorrere nell’interruzione di pubblico servizio. Lavoriamo tanto, come al solito ci rimbocchiamo le maniche per dare un’adeguata risposta all’utenza, ma ora siamo allo stremo per carenze strutturali e di personale».
Sulla carta sono 11 i medici in servizio, ma nella realtà si è in 4, al massimo 5 a coprire i turni interamente. Tra gravidanze, orari ridotti, congedi e pensionamenti si rischia di tagliare i servizi. La Asl ha fatto un concorso per reclutare tre ginecologi, mandati però a Chieti. Ad agosto hanno aiutato Lanciano, ma ora coprono a giro un solo turno. Da Vasto non sono arrivati aiuti. Ci si sostiene in reparto: ad esempio chi fa turni ridotti si alterna negli orari, si cerca di evitare sovrapposizioni nei congedi ma la situazione è al limite tanto che i medici hanno scritto alla Asl per chiedere pari diritti dei colleghi degli altri ospedali e una giusta distribuzione delle risorse. Finora, non sono arrivate risposte dall’azienda che invece chiede di tagliare le liste di attesa: ma come si tagliano se non ci sono medici al lavoro? «Confido nell’azienda», risponde Di Francesco, «noi comunque cerchiamo di offrire sempre servizi migliori alle donne».
Un appello alla Asl che deve anche sistemare il reparto da dieci anni e da 4 deve rimuovere l’amianto dal pavimento. Due anni fa è stata fatta la gara d’appalo da 5,8 milioni di euro per rifare l’unità: stanze di degenza, ambulatori, sala parto all’avanguardia, pavimentazione, strumenti ma ricorsi l’hanno bloccata. Ora è al Consiglio di Stato. Bisognava bonificare i pavimenti come imposto anche dal Comune di Lanciano (con l’ordinanza numero 100 inviata alla Asl nei mesi scorsi dove si chiedeva la bonifica dei vari reparti con pavimento in amianto entro ottobre 2019), ma è slittata la bonifica da maggio al 1° gennaio 2020.