Giochi e canti insieme ai papà

I bimbi della materna di via Arenazza impegnati nelle olimpiadi per festeggiare in anticipo il 19 marzo
CHIETI. Essere per un giorno Peter Pan e tornare bambini, nella giornata delle festa del papà, celebrata ieri dalla scuola dell’infanzia di via Arenazze dell’Istituto comprensivo 2. Come di consueto la scuola, diretta da Giovanna Santini, ha voluto festeggiare il giorno dedicato ai papà e così i genitori e, in particolare i padri dei 75 piccoli alunni della scuola, hanno potuto trascorrere più di cinque ore giocando, cantando e divertendosi con i loro figli. Un appuntamento ormai giunto alla quarta edizione, che ha preso vita negli impianti sportivi di Piana Vincolato: «Nell’ambito del progetto sui diritti dei bambini abbiamo scelto la figura di Peter Pan», dicono le maestre, «l’evento Olimpiadi del papà - giochiamo per non smettere mai di sognare, vuole così celebrare il diritto alla famiglia». Con le mamme sugli spalti e i papà in campo, si sono “sfidate” tre squadre per fasce d’età dai 3 ai 5 anni: quella di Trilly, quella di Capitan Uncino e ovviamente quella di Peter Pan. E questi i giochi: l’ombra di Peter Pan, quando i papà con in spalla i bimbi si sono lanciati nel recupero dell’ombra, una busta nera che i piccoli indossavano come mantello. Poi tutti alla ricerca di Capitan Uncino, con i giovanissimi a cavalcioni sempre sopra la schiena dei loro papà, che strisciavano verso l’uncino, per far sì che il bimbo lo afferrasse. La mattinata è proseguita con la passeggiata di Spugna, quando i padri hanno abbracciato i bimbi sotto una casacca, facendo zig zag con i cinesini, per raggiungere un bicchiere d’acqua per poi tornare indietro. Si arriva a Ciao ciao Capitan Uncino: i papà intenti a mettere palle nei “cannoni”, con i bimbi che le afferrano e che le lanciano in bocca a capitano uncino, un cartellone posizionato dalla maestre. Tanta l’emozione, poi, per la corsa degli indiani: due coppie alla partenza, padre e figlio con i piedi legati, per lanciarsi verso la meta, dove ad attenderli c’è un trucco da indiani. Non può mancare “La magia di Trilly”: i papà con una lanterna finta in bocca, camminano con il bambino fino a raggiungere un lenzuolo, su cui i piccoli si siedono, per poi essere trascinati sul pavimento in direzione contraria. Per finire un magico tiro alla fune, canti, una poesia recitata dai piccoli di fronte ai loro papà a cui donano premi fatti con le loro mani, mentre risuona l’inno d’Italia. L’iniziativa è stata realizzata dalle maestre Francesca Ingardia, Annamaria Torto, Carla Carusi, Antonella D’Amico, Luana La Cioppa, Alessandra Del Grosso, Franca Sbaraglia, Claudia Colalongo, Roberta Bardella, dalle collaboratrici scolastiche Gabriella D’Intino e Mirella Palombo e delladirigente Santini.(e.r.)

