Gioiellieri rapinati dentro casa: il bottino è di ventimila euro

30 Luglio 2024

I malviventi hanno rinchiuso la coppia di coniugi in uno stanzino e hanno preso orologi, anelli e collane Dalle poche parole pronunciate si sospetta che i quattro criminali siano originari dell’Europa dell’Est

ATESSA. Continuano le ricerche della banda di malviventi che domenica pomeriggio ha rapinato la villa di una coppia di gioiellieri di Atessa, portando via una refurtiva di circa ventimila euro tra orologi, anelli e collane. Marito e moglie, di 70 e 64 anni, titolari di una gioielleria su corso Vittorio Emanuele, ieri pomeriggio si sono recati in caserma per sporgere denuncia ai carabinieri del maggiore Alfonso Venturi. Le indagini, condotte dal Norm diretto dal capitano Federico Ciancio, sono scattate immediatamente dopo la rapina, appena i coniugi sono riusciti a dare l'allarme.
L’incubo per la coppia è iniziato poco prima delle 19 di domenica, mentre si trovavano nella loro villetta all’inizio di via Discesa Santa Maria, in pieno centro storico. È probabile che i banditi, avendo visto uscire il nipote della coppia, abbiano pensato che in casa non ci fosse nessuno. Dopo avere tagliato la rete metallica al confine con l’ex ospedale, adiacente alla villetta, i malviventi, con i volti coperti e i guanti, sono arrivati lateralmente e si sono introdotti da una finestra aperta. Una volta dentro, però, hanno trovato il marito sul divano a guardare la televisione, mentre la moglie era in un’altra stanza. Spiazzati dalla presenza in casa dei coniugi, hanno afferrato un coltello dalla cucina e, per rendere ancora più credibili le minacce, hanno malmenato l’uomo, strattonandolo e schiaffeggiandolo.
Con sé avevano attrezzi da scasso, in particolare roncola e piede di porco. Invitandoli a mantenere la calma, hanno intimato ai coniugi di portarli alla cassaforte, di cui però la casa è sprovvista. A quel punto si sono fatti consegnare oro e preziosi appartenenti alla donna e hanno chiuso moglie e marito in uno stanzino con la porta a soffietto, prima di fuggire.
L’incubo è durato circa 40 minuti per i coniugi che, appena compreso di essere rimasti soli, si sono liberati e hanno dato l’allarme con i telefoni che i malviventi non hanno portato via. Questo e a altri elementi farebbero ritenere agli investigatori di non avere a che fare con rapinatori professionisti. In due avrebbero pronunciato alcune parole rivolte a moglie e marito, tradendo un accento dell’Est Europa.
Elementi utili alle indagini vengono cercati anche nelle immagini della videosorveglianza presenti nella zona, una rete che i carabinieri auspicano venga implementata con telecamere in grado di leggere le targhe. I banditi sono fuggiti a piedi per andare a recuperare probabilmente un’auto, muovendosi in una zona che è a 50 metri dalla piazza principale.
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