Giorgia: un tuffo causò la paralisi a un ragazzo

FOSSACESIA. «In questo lavoro bisogna prevenire, non fare gli eroi». Così Giorgia Rosini, venticinquenne di Mozzagrogna, racconta cosa rappresenta per lei questo mestiere. Ha preso il brevetto all’et...
FOSSACESIA. «In questo lavoro bisogna prevenire, non fare gli eroi». Così Giorgia Rosini, venticinquenne di Mozzagrogna, racconta cosa rappresenta per lei questo mestiere. Ha preso il brevetto all’età di 18 anni perché «nuoto da sempre».
Giorgia è istruttrice di nuoto e di sala in palestra, ha studiato Scienze motorie come molti che fanno questo lavoro ed è abilitata ad utilizzare il defibrillatore.
Da vera amante del mare ha fatto corsi di vela ed esercitazioni con cani da salvataggio. «È un lavoro impegnativo», afferma Giorgia, «che ti mette di fronte a delle situazioni in cui bisogna avere prontezza e sangue freddo. L’esperienza che mi ha segnata di più è stata intervenire in un arresto cardiaco e mettere in pratica per la prima volta tutte le conoscenze che avevo acquisito fino a quel momento», continua, «ma anche quando ho assistito a un incidente che ha reso un ragazzo paralizzato. Quell’anno lavoravo alle Morge, a Torino di Sangro, e lì i fondali non sono omogenei. Un gruppo di ragazzi aveva affittato un pedalò e uno di loro tuffandosi ha battuto la testa rimanendo da allora paralizzato», conclude. (s.c.)
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