“Giorni creativi” al De Titta-Fermi

È in corso nell’istituto una settimana di attività scelte e gestite dagli studenti
LANCIANO. È iniziata al rientro in classe, dopo la pausa natalizia, la “Settimana della creatività studentesca” al De Titta-Fermi. Niente didattica ordinaria fino a venerdì 13, ma una serie di attività scelte e gestite dagli studenti. Qualche genitore storce il naso, convinto che sia solo tempo sottratto alle lezioni e che la maggioranza dei ragazzi nemmeno segua le attività ricreative proposte. «È prerogativa degli studenti chiedere e ottenere forme di attività didattica diversa», spiega la dirigente scolastica Anna Maria Sirolli, «è un'alternativa all'autogestione, chiesta dai ragazzi come opportunità per sperimentare una didattica laboratoriale e creativa, studiando argomenti che solitamente nelle lezioni ordinarie i docenti non trattano. Le attività sono gestite direttamente dagli alunni che hanno sia coinvolto gli insegnanti per alcune discipline, sia individuato tra di loro alunni esperti per trattare argomenti da loro scelti. È una decisione passata al consiglio d'istituto, nel quale c'è sia una componente di ragazzi, sia di genitori, sia di insegnanti. In altre scuole è stato fatto prima di Natale, noi per motivi organizzativi abbiamo contrattato di farlo adesso. I ragazzi non sono lasciati soli nelle attività, ma i docenti vigilano attentamente».
Se alcune attività sembrano meramente di svago, come giochi a carte o balli di gruppo, altre cercano di tirare fuori le passioni degli adolescenti. «L'obiettivo di molti corsi è questo», dice Michelle Di Battista, rappresentante d'istituto, «come quelli musicali in cui si provano vari strumenti; c'è una ragazza che si è offerta per un corso di estetica e cura della pelle, un modo di esplorare altre opportunità dopo la scuola. Ci sono corsi di conversazione in lingua straniera, aule-film, quiz di cultura generale, tornei sportivi, ma anche aule-studio per chi vuole fare approfondimenti con il professore che è sempre presente. C'è confusione nei corridoi solo al cambio dell'ora, che serve ai ragazzi per scegliere il corso a cui aderire, una sorta di modello americano. Dopo questi due anni di Covid, in molti si lamentavano della mancanza di socializzazione», spiega Michelle, «questo è un giusto compromesso tra lo scoprire le proprie passioni e socializzare, ad esempio attraverso lo sport e i tornei in palestra che coinvolgono tutte le squadre dell'istituto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

