Giorni decisivi per Teateservizi: oggi l’udienza per il salvataggio

23 Gennaio 2024

C’è attesa per la decisione dei giudici sul via libera al concordato, ma il rischio fallimento rimane  Cassarino: «C’è la volontà politica di andare avanti, ma non si può ignorare che l’ente è in dissesto»

CHIETI. Teateservizi arriva allo step decisivo. Questa mattina in tribunale c’è l’udienza di omologa del piano di concordato. Vale a dire che i giudici devono dare il via libera o meno al piano per rilanciare la società in liquidazione. Se il piano non viene omologato si apre lo scenario del fallimento. Per la società pubblica che si occupa di riscossione dei tributi e di gestione dei parcheggi a pagamento, è il giorno del giudizio. Anche se la sentenza potrebbe non arrivare in giornata. Alla vigilia dell’atteso appuntamento ieri si sono svolte l’assemblea dei soci e una commissione comunale in cui il liquidatore Luca Di Iorio ha illustrato la situazione.
L’ASSEMBLEA DEI SOCI L’incontro con il socio unico è stato particolarmente lungo. Vi hanno preso parte il liquidatore, il sindaco Diego Ferrara e il neo-assessore comunale Massimo Cassarino. I toni sono stati “appassionati”, è stato riferito, soprattutto da parte del liquidatore che ha stilato il piano di concordato per rilanciare la società, su mandato del consiglio comunale. Mandato che poi il Comune è stato costretto in parte a rimangiarsi a causa della dichiarazione del dissesto. «La volontà politica di salvare Teateservizi resta tutta immutata», dice l’assessore Cassarino, «ma dal punto di vista dell’iter amministrativo non si può ignorare che l’ente è in dissesto. Stiamo comunque cercando la strada per venire incontro a quanto previsto dal piano di concordato».
LA COMMISSIONE Di Iorio, Ferrara e Cassarino si sono presentati anche alla commissione su Teateservizi presieduta da Edoardo Raimondi. Di Iorio è arrivato con corposi fascicoli in mano, distribuiti ai consiglieri, per supportare con i documenti la sua relazione. Tra le carte c’è anche la costituzione in udienza del commissario giudiziale Cristiano Maria Corvi con la quale il commissario ribadisce il parere positivo all’omologa. Gli scogli restano invece i no di alcuni creditori, a cominciare dall’Agenzia delle entrate, e della Procura che continua a chiedere il fallimento della società. In commissione non si sono presentati né il dirigente agli affari finanziari Franco Rispoli, né la segretaria generale Celestina Labbadia. Quest’ultima ha inviato una nota in cui ha subito citato la delibera numero 58 inviata al Comune dalla sezione regionale della Corte dei conti con la quale si «contestava la procedura di risanamento avviata». Labbadia ha infine chiesto «perché il socio deve ribadire se il Comune attuerà le misure del piano come approvate con delibera di consiglio comunale 326/2023, posto che si è in una nuova situazione di fatto (dissesto finanziario – queste due parole scritte in maiuscolo –) che impone atti, comportamenti e determinazioni nel rispetto di una normativa speciale e inderogabile, con anche una ipotesi di bilancio che a oggi non può essere certo della sua approvazione così come proposto».
GLI SCHIERAMENTI Dalla lettera della segretaria generale si capisce, dunque, che il dissesto impone la chiusura di Teateservizi. Così come più volte suggerito dalla Corte dei conti. E quindi da una parte c’è una «volontà politica», ribadita dal sindaco e dall’assessore, di salvare la società, dall’altra quella amministrativa che sembra camminare sul binario opposto. «È ovvio che tra il livello politico e quello amministrativo c’è uno scollamento totale», commenta a margine della commissione il consigliere d’opposizione Maurizio Costa (Forza Chieti), «e speriamo che di questo scollamento non sia Teateservizi a pagarne le spese. Sarebbe davvero tempo e denaro sprecato se non si raggiungesse lo scopo di salvare la partecipata. Anche perché non mi risulta che al momento questa maggioranza si sia organizzata in modo tale da avere un piano B, sia per la gestione dei parcheggi a pagamento quanto soprattutto per la riscossione dei tributi».