Giostrai pronti alla protesta «Ora intervenga il prefetto»

14 Agosto 2020

LANCIANO . Non si placa la rabbia dei giostrai lancianesi a seguito delle difficoltà dell'amministrazione comunale di garantire loro uno spazio adeguato in centro durante le Feste di settembre che,...

LANCIANO . Non si placa la rabbia dei giostrai lancianesi a seguito delle difficoltà dell'amministrazione comunale di garantire loro uno spazio adeguato in centro durante le Feste di settembre che, causa Covid, saranno comunque ridotte all'osso. I titolari delle concessioni sono sul piede di guerra, nonostante l'incontro avuto mercoledì con il vice sindaco Giacinto Verna e gli assessori Patrizia Bomba (commercio e viabilità) e Davide Caporale (ambiente) e la decisione di aggiornarsi a dopo Ferragosto. I giostrai vogliono incontrare il prefetto e far valere le proprie ragioni.
«Nessuno ci ha avvisati dello stop alle feste», sostiene Piera Vacone, una rappresentante delle circa 60 famiglie che ogni anno arrivano in città per le festività patronali, «cosa che per legge doveva avvenire 90 giorni prima del nostro arrivo. Così come non abbiamo saputo niente dell'avvio del cantiere in piazza Memmo. Per noi le feste si fanno, anche se ridimensionate sono comunque feste e non possiamo essere decentrati in contrada Iconicella nell'area fiera». Il cantiere in piazza della Pietrosa, secondo molti di loro, potrebbe agevolmente slittare di due settimane, dal momento che non si starebbero facendo lavori evidenti, ma solo la preparazione dell'intervento.
«Si aspetta questo terminal da anni», continua la Vacone, «cosa costa rimandare di qualche giorno? Siamo 60 famiglie disposte a tutto per lavorare. La piazza di Lanciano ci avrebbe tirato un pó su dopo le restrizioni Covid, tutti abbiamo patito la crisi». Attualmente le giostre che dovrebbero arrivare a Lanciano sono dislocate tra Montesilvano, Pescara e Giulianova. «Abbiamo tutte le autorizzazioni», riprende, «e prima di accendere le giostre dobbiamo pagare la verifica di un ingegnere e adeguarci a numerose prescrizioni, ecco perché bisogna arrivare prima delle feste. Altre soluzioni rispetto a quella da noi prospettata non sono possibili. Una volta avviato il cantiere del terminal a metà settembre si potrà ragionare per il prossimo anno a come e dove sistemarci, ma senza preavviso e senza alternative non possiamo fare nulla: dobbiamo poter lavorare». (d.d.l.)