Giovane malato di autismo la Regione approva le cure

Voto unanime del consiglio sulla risoluzione dell’ M5s per cercare una struttura che si occupi del ragazzo. La madre commossa: mio figlio ha bisogno di aiuto
VASTO. La Regione ha approvato la risoluzione del consigliere Pietro Smargiassi (M5S) e si è impegnata a trovare una struttura fuori regione dove poter assistere 24 ore su 24 Giuseppe, il 22enne di Vasto affetto da una grave forma di autismo. Presto l'odissea di Giuseppe e della sua famiglia finirà. L'assistenza par time di cui poteva disporre attualmente il ragazzo (presso il Cireneo dalle 9 alle 15) lo ha portato nei giorni scorsi a compiere durante la notte gesti di autolesionismo e ad aggredire la madre, Lucia Santarelli. La donna ieri mattina è stata convocata a Chieti dalle autorità che si occuperanno della vicenda. Lucia ha accolto la notizia con commozione.
«Speriamo bene, mio figlio ha bisogno di aiuto per non farsi male e non fare male agli altri», ricorda ancora la madre. Soddisfatta la suo legale, l'avvocato Angela Pennetta che ha ingaggiato una dura battaglia per evitare che il ventiduenne finisse in un reparto di Psichiatria.
Lucia Santarelli nei giorni scorsi ha raccontato l'odissea del figlio durante una conferenza stampa. Costretta a prendersi cura ogni giorno per 18 ore da sola del figlio porta sul corpo e nell'anima i segni dell'inferno subito. Un primo appello lanciato all'assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci è caduto nel vuoto. Il governatore Luciano D'Alfonso chiamato ad intervenire in qualità di commissario ad acta ha tergiversato per qualche giorno.
La vicenda è stata invece presa a cuore da Pietro Smargiassi (M5S) che ha presentato una risoluzione in Consiglio regionale. Martedi sera», fa sapere l'avvocato Angela Pennetta, «il consigliere regionale Smargiassi mi ha comunicato che il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità la risoluzione da lui proposta per l'assistenza h24 impegnandosi a trovare una struttura fuori regione e a pagarne i costi».
La struttura non è quindi in Abruzzo ma a Lucia sta bene lo stesso. L'importante è affidare il figlio a professionisti preparati che al momento del bisogno sanno esattamente cosa fare.
«Mio figlio è alto un metro e 90. Quando ha paura diventa una furia. Esprime il proprio disagio con la violenza. Lucia ha il corpo pieno di lividi. Ora è più serena. Il calvario di Giuseppe finirà presto non appena sarà individuato la struttura specializzata più adeguata.
Soddisfatto ovviamente anche il consigliere Smargiassi che ha consentito di avviare un processo di terapia necessario al giovane.
Il consigliere promette di continuare a seguire la vicenda confidando possa essere a lieto fine. (p.c.)
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