Giovane rapinatore si costituisce: va in caserma insieme alla madre Il 30enne consegna ai carabinieri il foulard e gli occhiali da sole utilizzati per il colpo in corso Palizzi La confessione anche davanti all’avvocato: «Sono stato io a entrare armato nella ricevitoria Marcone»

VASTO. «Sono stato io a rapinare la tabaccheria del centro storico di Vasto». D.I., 30 anni, si è presentato nella caserma di corso Mazzini accompagnato dalla madre e dall’avvocato: davanti ai...
VASTO. «Sono stato io a rapinare la tabaccheria del centro storico di Vasto». D.I., 30 anni, si è presentato nella caserma di corso Mazzini accompagnato dalla madre e dall’avvocato: davanti ai carabinieri, ha confessato di essere lui il responsabile dell’episodio avvenuto lo scorso 15 giugno nella ricevitoria Marcone di corso Palizzi, a due passi da Porta Nuova. Dopo essersi costituito, il giovane ha consegnato ai militari dell’Arma il foulard e gli occhiali da sole indossati – per non essere riconosciuto – nel corso della rapina.
LA RICOSTRUZIONE
Quella sera, poco prima della chiusura, il trentenne è entrato con il volto coperto e un coltello in mano nel negozio in pieno centro storico, già qualche anno fa finito nel mirino di un rapinatore armato di pistola. Tutto è accaduto in pochi istanti: il malvivente ha minacciato di morte il proprietario intimandogli di consegnare l’incasso. L’obiettivo di D.I. era quello di andare dietro al bancone, ma il titolare delle tabaccheria ha mostrato una freddezza non comune, perché ha aperto la cassa per dimostrare che c’era poco denaro. A quel punto, il trentenne si è accontentato di una banconota di 20 euro ed è fuggito a piedi in via San Francesco, riuscendo a dileguarsi nel giro di pochi secondi.
LE TESTIMONIANZE
Le indagini dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Vasto sono scattate immediatamente. La vittima ha raccontato che quel giovane aveva un accento locale. Un balordo della zona, probabilmente tossicodipendente, alla ricerca disperata di soldi per comprare la droga: è stato questo l’identikit ipotizzato fin dai momenti successivi alla rapina. I residenti hanno raccontato di aver visto un giovane fare avanti e indietro per strada, davanti alla tabaccheria Marcone, mostrando nervosismo. Non solo: col senno di poi, gli stessi residenti hanno avuto la medesima impressione, ovvero che il rapinatore – prima di agire – abbia atteso che tutti i clienti uscissero e il proprietario del negozio restasse solo.
LA CONFESSIONE
A distanza di qualche giorno, dopo essersi confidato con la madre, D.I. ha vuotato il sacco, assumendosi tutte le responsabilità e apparendo pentito del gesto. A quel punto, su consiglio della donna e del suo legale, ha deciso di presentarsi in caserma, probabilmente anche con l’obiettivo di ottenere uno sconto di pena nel corso del processo.
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