Giro di cittadinanze false, otto indagati

16 Gennaio 2020

La finanza in alcuni Comuni del Chietino, Pescarese e Teramano: sotto accusa i riconoscimenti a decine di sudamericani

CHIETI. La guardia di finanza di Chieti indaga su un maxi giro di cittadinanze false rilasciate a decine di sudamericani. È questa l’ipotesi investigativa che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 8 persone che farebbero parte di un’organizzazione criminale: attualmente sono accusate di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e falso in atto pubblico. All’alba di ieri, su ordine del sostituto procuratore Lucia Anna Campo, sono scattati sequestri e perquisizioni. Numerosa documentazione è stata acquisita anche in alcuni Comuni delle province di Chieti, Pescara e Teramo. La presenza delle fiamme gialle, ad esempio, non è passata inosservata all’interno del municipio di San Giovanni Teatino. Ma, stando a quanto emerso, almeno al momento, le contestazioni non riguardano direttamente amministratori e dipendenti pubblici. Gli accertamenti dei militari della compagnia teatina, coordinati dal colonnello Serafino Fiore e dal capitano Giuseppe Laganà, sono ancora in una fase iniziale. Il sospetto è che l’iter seguito per la regolarizzazione di un numero consistente di stranieri sia stato svolto violando le norme.
Poiché in Italia vige lo ius sanguinis – cioè diventa cittadino per nascita «il figlio di padre o di madre cittadini» senza un limite di generazione – in molti scavano nel proprio albero genealogico, sperando di scoprire parenti italiani emigrati in Sudamerica. Poi, però, spesso i parenti non esistono. E allora, come accertato in precedenti inchieste anche di procure abruzzesi, è stato architettato un sistema completamente illegale: decine di falsi consulenti, attraverso un’organizzazione ramificata tra Sudamerica e Italia – senza sedi fisiche, ma molto attiva online – riescono a garantire la residenza nel nostro Paese e a trasformare qualsiasi extracomunitario in un «italiano doc», in alcuni casi corrompendo dei dipendenti delle amministrazioni locali per il rilascio di documentazione falsa.
L’ottenimento della residenza in Italia permette ai cittadini sudamericani – grazie anche alla normativa dello ius sanguinis – di avere immediatamente la cittadinanza italiana e, dunque, un passaporto comunitario. Un documento che consente loro di raggiungere, senza ulteriori adempimenti, mete ancora più ambite, come il ricco nord Europa.
Dall’analisi di atti, computer e telefoni sequestrati nella giornata di ieri emergerà se il meccanismo illecito è stato effettivamente utilizzato, come sospettano gli investigatori, anche nei casi sui quali sta facendo luce la procura teatina. Durante il blitz sono state impiegate unità cinofile addestrate non solo a fiutare droga, ma a scovare anche banconote nascoste.
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