Giro, ultimi lavori in strada Niente auto fino al Blockhaus

14 Maggio 2022

Pretoro, il sindaco: bus navetta impossibili, è complicato con carovana e Giro E

BLOCKHAUS (Pretoro). Mu cale li brigande, dicevano i nonni di queste parti per calmare i bambini più riottosi e farli rientrare in casa. Ma nella terra che a modo suo ha combattuto contro la povertà e la fame e in favore della giustizia e a cui fonti diverse hanno attribuito valore malavitoso, di rivolta sociale o di movimento antirisorgimentalearmato contro l’annessione delle province del Regno delle Due Sicilie al Regno d’Italia, i briganti a volte tornano, ma al contrario: vanno in salita. Perché, in fondo, i corridori che domani pedaleranno sulla Maiella per conquistare la tappa del Giro che da Isernia li porta al Blockhaus, altro non sono che “briganti” nel senso buono del termine: giovani anche scanzonati ma soprattutto intelligenti nelle tattiche (tra gioco individuale e di squadra) che si danno da fare per ottenere qualcosa (la vittoria e i punti), utilizzando le strategie più acute previste dai team. Insomma, un mu aresaje li brigande, verrebbe da dire proprio lì dove la testimonianza più eloquente incisa sulla roccia ai piedi di Monte Cavallo, racconta che “nel 1820 nacque Vittorio Emanuele II re d'Italia. Prima era il regno dei fiori ora è il regno della miseria”. Miserie di ieri ma anche miserie di oggi, in tempi scanditi da guerre, pandemia e crisi finanziaria. Una su tutte: gli asfalti nuovi nel centro storico di Pretoro, comune nel cui territorio insiste il traguardo del Blockhaus, e che non si vedevano da anni. Nemmeno in occasione del Giro che cinque anni fa sui 1.665 metri di quota incoronò come vincitore il colombiano Nairo Quintana. Oggi in paese c’è puzza di asfalto e di vernice per la segnaletica stradale. È un cantiere inusuale.
VIABILITÁ E POLEMICHEIn municipio il sindaco Diego Giangiulli è in riunione con i tecnici dalle 8.30. Non riposa da giorni per la corsa rosa e c’è da capirlo. «Dal bivio della Forchetta», spiega, «il Giro scende verso il centro abitato, sale nel borgo e va verso Passo Lanciano. Poi torna nel mio territorio in vista del traguardo. Siamo l’ultimo presidio prima della montagna e non è semplice gestire una cosa del genere. L’ordinanza del prefetto è restrittiva: non si può salire con i veicoli in quota per il problema dei parcheggi. Purtroppo la gente parla senza conoscere la realtà dei fatti. Rcs ci ha chiesto la disponibilità di tutti i parcheggi di Passo Lanciano e Mammarosa per i mezzi al seguito del Giro E, della carovana pubblicitaria e del Giro vero e proprio. Significa solo per la corsa ci sono di più di 300 auto, 22 bus, scorte auto-moto della polizia, di tivù e giornalisti accreditati che devono trovare sosta in quota. Ciò impone una scelta impopolare e indifferibile: inibire l’accesso veicolare al pubblico. E il problema è che altri parcheggi non ci sono».
LE AREE SOSTACerto, da Passo Lanciano per raggiungere località Mammarosa, si può utilizzare la seggiovia. Ma non si può sostare con i veicoli sulla la strada, né ai lati. È possibile lasciare i mezzi soltanto nelle poche stradine laterali. Il Comune ha messo a disposizione l’area camping dismessa per una cinquantina di veicoli nonché la parte retrostante la sede dello Sci Club. Ma è una ricettività limitata a 70-80 auto. «Non possiamo assumerci il rischio di trovarci impreparati. Sicuramente», prosegue il sindaco, «non avrà alcun problema chi è riuscito a prenotare nelle strutture ricettive: chi pranza nei ristoranti ha ricevuto una mail di conferma del posto auto privato e che dovrà esibire al varco alle forze dell’ordine. Mi rendo conto che chi è appassionato di ciclismo vuole salire fino all’arrivo, ma i Comuni non possono farci niente. Tra l’altro, anche il passaggio del Giro E con i sui orari anticipati non ci dà la possibilità di allestire i bus navetta. Però abbiamo attrezzato il paese per l’accoglienza di quanti non potranno raggiungere il traguardo con parcheggi all’ingresso del borgo e nelle aree attrezzate.
L’ATTESAAll’ingresso del centro storico, Palmino Pompo, 90 anni, ha già preso posto sulla panca di piazza Madonna della Libera. «A me piacevano Coppi e Merckx», dice, «ma domenica sarò comunque qui». Una sfida d’altri tempi, la sua, racchiusa, nella terra dei briganti, in questa singolar tenzone: a brigande, brigande e mezze. Un altro passo.
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