Giudice reintegra in Comune il dipendente licenziato

24 Settembre 2019

RAPINO . Il tribunale del lavoro reintegra il dipendente licenziato dal Comune di Rapino. Il dipendente assisteva la madre disabile anche se secondo la sentenza il dipendente pubblico, in alcuni...

RAPINO . Il tribunale del lavoro reintegra il dipendente licenziato dal Comune di Rapino. Il dipendente assisteva la madre disabile anche se secondo la sentenza il dipendente pubblico, in alcuni orari, andava a lavorare come cuoco nel locale del figlio: a causa dell’assistenza prestata alla madre, il dipendente non può essere licenziato.
«Una decisione che non ci cambia nulla», commenta il sindaco Rocco Micucci, «perché il dipendente deve rientrare con il ruolo di operaio, sicuramente utile all’operatività del Comune e non ci saranno aumenti di spesa, visto i pensionamenti entro il mese prossimo di ben altri due dipendenti. Per quanto riguarda le indennità risarcitorie decise dal giudice, si tratta delle retribuzioni mensili che comunque il dipendente avrebbe percepito non lavorando, essendo in concedo straordinario. Faremo opposizione naturalmente in ogni grado di giudizio, Corte di Appello e Cassazione». Micucci prosegue: «Sembra abbastanza paradossale che se pur la giurisprudenza citata nella stessa ordinanza abbia ormai definito in maniera consolidata che il dipendente debba prestare “un intervento assistenziale di carattere permanente, continuativo e globale” nei confronti del parente con handicap, in questo caso si sia deciso che bastasse dedicare alcune ore di assistenza e che poi si potesse andare tranquillamente a lavorare, pur essendo un dipendete pubblico, come cuoco da un’altra parte». Sulla vicenda restano aperte un’inchiesta della procura e un’altra per danno erariale della Corte dei Conti.