Giudice scagiona “maschio 100%”

Archiviata l’inchiesta teatina su Salvatore Marino per odio contro gli ebrei
CHIETI. La procura prima e il gip poi scagionano “maschio 100%”, al secolo Salvatore Marino, dall’accusa davvero grave di odio razziale. Marino, 54 anni, originario di Ragusa ma residente a Pescara, era finito sott’inchiesta a Chieti per aver violato l’articolo 3 della legge 654 del 1975 che dice: «E’ punito con la reclusione sino a tre anni chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi».
Questa era l’ipotesi d’accusa. Ma al termine delle indagini, condotte dalla Squadra Mobile, il pm Marika Ponziani ha chiesta l’archiviazione del caso motivandola in questo modo: «Rilevato che non ci sono elementi sufficientemente idonei a sostenere l’accusa in giudizio in ordine all’effettiva sussistenza di fatti penalmente rilevanti». Alla richiesta del magistrato ha fatto seguito il decreto di archiviazione firmato dal giudice Antonella Redaelli che ricalca in toto le conclusioni della procura. Così “maschio 100%”, che nella foto a sinistra è ritratto accanto al senatore di Forza Italia Domenico Scilipoti che dice di voler portare a Chieti, si lascia alle spalle un’inchiesta partita nel 2013 da un esposto al Polpost di Pescara. A fare finire nei guai il personaggio abruzzese che si dichiara leader nazionale del neomaschilismo antifemminismo è stata una collezione di manifesti scaricati da un sito americano che inneggiavano al “battesimo di sangue dei bimbi palestinesi”, quindi all’antisemitismo, e irridevano gli ebrei, il papa emerito Ratzinger ed i politici, nessuno escluso. «Non ce l’ho con gli ebrei», si difese Marino, «né ho diffuso quei manifesti scaricati da Internet».

