«Giunta, 12 mesi di immobilismo»

Verna (Azione): assessori muti in consiglio perché in un anno non hanno fatto nulla
LANCIANO. «Dodici mesi di immobilismo». Bolla così il bilancio consuntivo l'ex assessore della giunta Pupillo e attuale consigliere di Azione nella minoranza, Giacinto Verna, che interviene a seguito dell'approvazione del documento finanziario da parte della sola maggioranza. «Al di là della relazione tecnico-contabile che certifica che i conti pubblici del nostro Comune erano in salute quando c'eravamo noi e lo sono tutt'ora», specifica Verna in una nota, «mi aspettavo una relazione politica su quello che ogni assessore è riuscito o non è riuscito a fare. Invece niente. Per l'ennesima volta la giunta è rimasta in silenzio e neanche i consiglieri di maggioranza hanno avuto il coraggio di aprire bocca. Questo è sintomatico del fatto che, al di là di numeri e conti in ordine, poco o nulla è stato fatto nel primo anno di amministrazione Paolini».
L'ex assessore ai Lavori pubblici fa riferimento alle opere e ai progetti finanziati dal Pnrr: «Per la maggior parte», dice, «si tratta di progetti avviati da noi. Che ne è del famoso pool di esperti sbandierato in campagna elettorale?». Incalzato in aula da diversi consiglieri di minoranza lo stesso sindaco Filippo Paolini aveva replicato che il 2022 è stato un anno in cui tutte le forze sono state concentrate sulla progettazione Pnrr: «Siamo entrati a novembre 2021 e abbiamo lavorato su ciò che abbiamo trovato», ha risposto il primo cittadino, «approvando il programma di governo nel febbraio 2022. Ma una cosa è la campagna elettorale e un'altra è stare seduti qui dentro».
«Quel che di buono è stato raggiunto in questo consuntivo», incalza invece il consigliere Verna, «non è tutto farina del sacco di questa amministrazione. Se, ad esempio, il disavanzo è stato ridotto da 2,5 a 1,9 milioni di euro, è perché molti dei contenziosi avviati dalla precedente amministrazione hanno visto dare ragione al Comune, e questo ha permesso di impegnare quasi mezzo milione in meno nel Fondo rischi e oneri. È farina del loro sacco, invece, sia l'aumento delle indennità di sindaco e giunta sia la stangata della Tari. E se la cassa è salita da 5,7 a 8,3 milioni di euro, è solo perché la liquidità in più dipende dai finanziamenti del Pnrr. Né ci si può vantare che ci sia stata una contrazione dei mutui, poiché questo significa aver rinunciato ad investire per la città».
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