«Giunta assente nell’emergenza»
Le minoranza: finora solo interventi spot, servono iniziative in aiuto alle famiglie
CHIETI. Un consiglio comunale straordinario sulla gestione dell’emergenza coronavirus. A chiederlo sono stati ieri, nel corso di una conferenza stampa on line, i consiglieri d’opposizione Luigi Febo, Diego Ferrara e Teresa Giammarino, di Chieti per Chieti, Chiara Zappalorto e Filippo Di Giovanni del Pd, Enrico Raimondi di Chieti. Da capo, e i segretari di circolo del Pd Luca Caratelli e Riccardo Petaccia. «Di fronte all’inerzia del Comune», ha esordito Febo, «noi avanziamo le nostre proposte in un consiglio straordinario aperto a Regione, Asl e ateneo. Fino ad ora ci sono stati solo interventi spot, non una strategia organica sull’emergenza sanitaria. Si è dato l'ok, ad esempio, all’ospedale Covid a Pescara, quando Chieti ha siti che potrebbero essere riadattati con meno soldi, visto che sono strutture sanitarie da poco dismesse. Come il San Camillo, gli spazi sgomberati nel policlinico e l’ex residenza per anziani Villa degli ulivi». «Vogliamo sapere quale sarà il ruolo della nostra città nelle politiche per la gestione dell’emergenza sanitaria», precisa Zappalorto, «non ci poniamo nell’ottica della contrapposizione ma della collaborazione». «In queste settimane abbiamo evitato di fare polemiche», aggiunge Raimondi, «ma ora, di fronte all’inadeguatezza di questa amministrazione, siamo preoccupati per le scelte che si stanno facendo. Vedi il nuovo ospedale di Pescara o l’annuncio dell’assessore alla gestione dei rifiuti Alessandro Bevilacqua, che sulle tariffe Tari si autosmentisce. Servono provvedimenti a favore le famiglie e non tirare a campare fino alle prossime elezioni». Ferrara, medico di famiglia, parla da tecnico e lancia l’allarme sulla lentezza con cui si fanno i tamponi: «Ci vogliono oltre 20 giorni per avere un responso. Senza contare che, a causa dell’attività Covid, l’ospedale per il resto è fermo». Sulla lentezza burocratica punta il dito anche la Giammarino, altro tecnico del settore: «La Regione è ferma su procedure da tempo avviate, come il codice per processare i tamponi». Per Caratelli bisogna mettere da parte lo scontro politico: «Il sindaco Umberto Di Primio e l’assessore regionale Mauro Febbo cessino i loro attriti a favore della città». Petaccia pensa invece al problema scuole: «Come farà l’amministrazione a riaprirle seguendo le regole del distanziamento sociale?». Chiude Di Giovanni: «No ai provvedimenti a macchia di leopardo, classificando i territori di serie A o B a seconda del politico di riferimento politico. A questo gioco noi non ci possiamo stare». (a.i.)

