Giuseppe trasferito per la riabilitazione

3 Novembre 2020

Lanciano. Il giovane aggredito lo scorso 18 ottobre lascia la Rianimazione. Stasera il caso alle Iene

LANCIANO. Giuseppe Pio D’Astolfo lascia oggi l’ospedale Santo Spirito di Pescara, dove è stato ricoverato dal 18 ottobre scorso in seguito all’aggressione subita dietro l’ex stazione ferroviaria di Lanciano, in pieno centro città.
Il diciottenne viene trasferito all’istituto di riabilitazione Santo Stefano di Porto Potenza Picena, in provincia di Macerata. Nel centro marchigiano, specializzato nella riabilitazione neurologica, sarà sottoposto a terapie specifiche.
Per giorni Giuseppe è rimasto in coma farmacologico, dopo gli interventi a cui è stato sottoposto a causa delle lesioni alla testa provocate dal pugno sferrato da un tredicenne, identificato e denunciato dai carabinieri di Lanciano insieme ad altri quattro giovani, tutti di etnia rom (due minorenni e due maggiorenni di 18 e 30 anni).
Da qualche giorno è iniziata la riduzione della sedazione. Il diciottenne è in fase di risveglio, monitorata dai medici della Terapia intensiva di Pescara.
«Apre gli occhi ed è autonomo nel respiro», spiegano dalla Rianimazione. Sicuramente un segnale positivo, anche se i medici preferiscono non spingersi oltre.
Già nei giorni precedenti avevano precisato al Centro che i risultati di tutta la terapia si potranno vedere solo nel lungo periodo. Ma la giovane età di Giuseppe Pio gioca a suo favore.
I familiari, intanto, continuano a fargli sentire il loro affetto e la loro vicinanza, anche facendogli ascoltare della musica, come quella dei Queen, come ha sempre detto di voler fare mamma Paola.
«L’ha ascoltata, non in maniera continuativa», confermano i medici, «la musica può essere un mezzo per riprendere contatto con il mondo esterno. Aiuta sicuramente, anche se non è determinante».
Questa sera, intanto, l’aggressione del diciottenne di Lanciano approda in prima serata su Italia1, alla trasmissione “Le Iene”. Nina Palmieri intervista i fratelli della vittima e raccoglie le dichiarazioni di Gennaro Spinelli, presidente dell’Unione comunità romanès in Italia (Ucri).
«La nostra Lanciano è un luogo di accoglienza e cultura», ribadisce Spinelli ai microfoni dell'inviata, «condanniamo il singolo, non tutta la comunità». (s.so.)
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