«Giù le mani dalla candidata Pd Di Felice»

16 Maggio 2015

Di Giovanni risponde a muso duro ai forzisti Febbo e Di Stefano per difendere la primaria in lista

CHIETI. «Le dichiarazioni del duo Mauro Febbo e Fabrizio Di Stefano sono diffamatorie e lesive della professionalità e della dignità del primario facente funzioni del Pronto soccorso al policlinico di Chieti. E questo non lo accettiamo».

Filippo Di Giovanni, segretario cittadino del Partito democratico, interviene per difendere a spada tratta Maria Di Felice, apprezzata coordinatrice, dal curriculum di tutto rispetto, del Pronto soccorso teatino di Colle dell’Ara.

I due big di Forza Italia avevano avanzato perplessità sul fatto che l’unico concorso “abbonato” dalla Regione alla Asl di Chieti è quello relativo al primariato del Pronto soccorso. Un titolo a cui aspira la Di Felice, candidata alle comunali nelle fila del Pd. Tanto che Febbo, ironicamente, ha aperto le scommesse su come andrà a finire il concorso. Il segretario del Pd ribatte. «Le scommesse le apriamo noi per anticipare come finiranno le prossime elezioni comunali dopo i cinque anni nefasti di governo del centrodestra. Le accuse di Febbo e di Di Stefano» attacca Di Giovanni «sono davvero di basso livello politico. Piuttosto mi sorprende che nessuno dei due abbia riconosciuto la qualità del lavoro, indiscussa, portato avanti finora dalla Di Felice con il Pronto soccorso della città di Chieti che ha ricevuto anche un importante attestato di qualità da un organo terzo mai ottenuto prima».

Merito, sottolinea Di Giovanni, della professionalità della Di Felice che non può essere attaccata perché candidata alle comunali. «Parliamo di un medico che lavora al Pronto soccorso dal lontano 1979, vanta tre specializzazioni, in Medicina interna, in Pronto soccorso e in Medicina d’urgenza, oltre a quattro corsi di perfezionamento. Potrei aggiungere tanto altro ancora» afferma Di Giovanni «ma mi fermo qui per non far arrossire ulteriormente il centrodestra». Sul concorso tirato in ballo, inoltre, il segretario del Pd precisa che è stato bandito nel 2011 per coprire un posto vacante dal 2010.

Jari Orsini