Gli allievi del Cupello scrivono a Fabio
VASTO. E' incredulo Michele Mazzaterra dirigente del Cupello calcio. Con lui e con i bambini della scuola calcio, Fabio Di Lello ha trascorso gli ultimi minuti prima dell'omicidio. "Siamo tanto...
VASTO. E' incredulo Michele Mazzaterra dirigente del Cupello calcio. Con lui e con i bambini della scuola calcio, Fabio Di Lello ha trascorso gli ultimi minuti prima dell'omicidio. "Siamo tanto dispiaciuti. L'ergastolo è stato evitato ma 30 anni di carcere sono tanti. La sua vita è stata rovinata da un momento di follia. Non riesco ancora a credere che Fabio possa avere ucciso. E' sempre stato un persona tenerissima con gli allievi. Non ci credono neppure loro. Ci sono bambini che più volte hanno chiesto di mandare una lettera a Fabio. Chiederemo alle autorità se è possibile fargliela recapitare. Solo pochi minuti prima di sparare quel tragico pomeriggio, Fabio era stato con loro", ricorda Mazzaterra. "Sembrava sereno. Ha dato ad ognuno un consiglio. Ha esortato tutti ad impegnarsi, poi li ha accarezzati ed è andato via. Quella carezza è rimasta impressa sul volto dei piccoli atleti. Ricordano spesso il loro preparatore e il pensiero di non poterlo rivedere più in campo li fa stare male. Ma stiamo tutti male. Fabio non è un mostro. Quello che ha fatto è grave. E' una persona che ha sbagliato per troppo amore. Nei limiti del possibile e per quanto ci sarà consentito dalla legge cercheremo di non lasciarlo solo», conclude il dirigente del Cupello calcio. (p.c.)

