Gli alunni del Galilei nei luoghi della Shoah

Lanciano. Gli studenti ricordano l’Olocausto davanti alle Pietre d’inciampo e ripercorrono l’orrore nazista
LANCIANO. Gli studenti del Galilei nei luoghi della memoria in ricordo della Shoah. La direzione scolastica e i ragazzi del liceo scientifico hanno organizzato, giovedì, una simbolica cerimonia commemorativa, tra musiche e letture, in occasione della Giornata della memoria, celebrata il 27 gennaio. La manifestazione ha coinvolto i rappresentanti d’istituto e gli studenti Leonardo Carulli (5ªD), Nicola Pasquini (5ªD), Ambra Caldora (2ªE), Maria Di Camillo (4ªD), Matteo Segantini (1ªF) e Giorgia Ciarelli (4ªA), accompagnati dalla preside Monica De Rosa, dal vice Carlo Orecchioni e dalla docente Francesca Marongiu. Il resto dei ragazzi si è collegato dalle aule in diretta Instagram.
La prima tappa è stata in largo San Giovanni, alle “Pietre d’inciampo” in ricordo della famiglia Grauer, arrestata a Lanciano e deportata ad Aushwitz, installate nel 2019 su iniziativa del Galilei. «Durante la guerra ci furono centinaia di internati a Lanciano», è intervenuto lo storico Gianni Orecchioni, «alcuni rinchiusi nel campo di concentramento di Villa Sorge e la maggior parte, invece, all’interno di case private. Finora ne sono state individuate 43. I Grauer non furono gli unici a morire ad Aushwitz: tra gli internati di Lanciano, 17 persone non tornarono mai a casa». Ospiti degli “Amici di Lancianovecchia”, i ragazzi hanno letto un brano del libro “L’ultimo sopravvissuto”; poi si sono spostati nei pressi di Villa Sorge, dove Orecchioni, autore di “Dietro il sipario”, ha parlato del campo di concentramento di Lanciano e dell’internata n. 6, Maria Eisenstein. Prima di tornare a scuola, sono stati ricordati il profilo della filosofa e santa Edith Stein e il Samudaripen, il genocidio di rom e sinti. (s.so.)

