Gli amici ricordano Giulia con un manifesto d’addio

20 Novembre 2014

Sulla porta dell’oreficeria tre foto della 46enne morta in un incidente d’auto L’architetto Paolo D’Adamo: «É scomparso il sorriso di via Canaccio»

VASTO. «É scomparso il sorriso di via Canaccio». Così l'architetto Francesco Paolo D'Adamo ha commentato la morte di Giulia Grifone, 46 anni, l'orafa morta lunedi in un tragico incidente stradale in Kenia.

Un pensiero quello del professionista vastese condiviso da tutti coloro che hanno avuto modo di conoscere la sfortunata orafa. Sul cancello del laboratorio in via Canaccio, prima di partire Giulia avena sistemato un cartello, " Chiuso per ferie dal 14 al 22 novembre". «Mentre metteva il cartello era felicissima», raccontano i negozianti della zona. Nessuno vuole crederci. «Voglio pensare che il 23 Giulia torni da noi. Proprio come ci aveva detto», dichiara un familiare. Giulia Grifone è morta durante il safari in Kenya che aveva tanto sognato. I familiari sono sconvolti.

«Per ricordare Giulia gli amici hanno realizzato un manifesto in cui è riassunta la vita della sfortunata commerciante e lo hanno sistemato ieri mattina davanti al suo laboratorio: tre scatti fotografici che riproducono l'orafa al lavoro e il suo indimenticabile sorriso. Sotto, un grande cuore rosso e la scritta "Sempre nei nostri cuori", Firmato le amiche di via Canaccio.

«Perchè lei era entrata nel cuore di tutte noi e di decine di affezionati clienti», dicono le amiche. Un particolare confermato dai compagni di scuola e dal suo insegnante all’Istituto d’Arte, il maestro Carlo Alberto Di Stefano, che qualche giorno fa le aveva affidato una collana da riparare. Quella collana Giulia non potrà più ripararla. Intanto dal Kenia arrivano altre notizie sulla dinamica dell'incidente. L'ipotesi di una antilope che avrebbe tagliato la strada alla jeep sulla quale viaggiava Giulia è stata smentita.

Pare che Davide, il fidanzato di Giulia, parlando al telefono con altri amici, avrebbe invece confermato che il fuoristrada sul quale viaggiava la compagna andava veloce. Forse troppo, soprattutto per quei luoghi. La Farnesina e il consolato italiano in Kenya sono stati invitati a fare piena luce sulla tragedia. La famiglia chiede giustizia.

A Vasto e Montenero, paese natale di Giulia , si attende il rientro del feretro della quarantaseienne in Italia. La speranza di tutti amici e parenti è che la burocrazia non intralci il rientro del feretro e che le autorità locali concedano prima possibile il nulla osta al rimpatrio per poter celebrare i funerali della giovane gioielliera.

La salma arriverà a Fiumicino e da li sarà riportata in Abruzzo. Probabilmente i funerali saranno celebrati a Vasto nel Santuario dell'Incoronata.(p.c.)

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