Gli animalisti: «Escludere in ogni caso l’abbattimento»

PALOMBARO. Sull’aggressione del lupo a Palombaro intervengono due associazioni animaliste, Aidaa (Associazione italiana a difesa degli animali) ed Enpa (Ente nazionale protezione animali). Entrambe...
PALOMBARO. Sull’aggressione del lupo a Palombaro intervengono due associazioni animaliste, Aidaa (Associazione italiana a difesa degli animali) ed Enpa (Ente nazionale protezione animali). Entrambe per prima cosa esprimono solidarietà alla signora vittima dell’aggressione: «Si tratta di una esperienza drammatica che è poi costata anche la vita al cagnolino di famiglia, una vicenda sulla quale però è facile dare il fianco a richieste di soluzioni drastiche ed estreme. Sono diverse le voci», dice in un comunicato l’Aidaa, «che chiedono l’abbattimento del lupo in questione. Noi invece chiediamo che non ci siano conseguenze per il lupo e crediamo giusta la decisione di monitorare con un collare questo animale per verificare il suo comportamento ed eventualmente correggerlo; il lupo fa il lupo e non per questo deve essere ucciso».
«Come unanimemente riconosciuto dalla comunità scientifica», spiega Enpa, «a prima vista è impossibile distinguere alcune razze di cani da un lupo. Pensiamo, ad esempio, a quanto sia facile confondere un esemplare di pastore cecoslovacco con uno lupo. Solo l’esame del Dna permette di accertare con certezza la specie. Anche se in perfetta buona fede, l’occhio può ingannare. Lo conferma pure uno studio dell’Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale (Ispra) sugli eventi predatori denunciati in Italia dal 2015 al 2019: per circa un terzo dei casi (3.660 su 18mila) le autorità veterinarie non sono state in grado di stabilire con certezza se le predazioni fossero state compiute da un cane o da un lupo». (m.d.n.)
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