Gli arrestati pedinati per una settimana

17 Gennaio 2022

In manette due giovani lancianesi dopo il mancato colpo al forno Susi di Fossacesia: sono rinchiusi nel carcere di Pesaro

LANCIANO. Giravano in auto per individuare le attività commerciali da rapinare. Il Forno Susi, a Fossacesia, è stato però l’ultimo colpo, per giunta sventato dalla reazione coraggiosa di una dipendente. Dopo un breve inseguimento, i carabinieri di Atessa hanno fermato e arrestato i due presunti rapinatori, entrambi di Lanciano. Per gli inquirenti si tratta degli autori delle rapine dello scorso 6 gennaio a Santa Maria Imbaro e Atessa. Ma non è escluso che siano collegati anche agli altri colpi commessi in varie zone di Lanciano.
GLI ARRESTATISi tratta di Maurizio Rapino, 55 anni, e di Giannicola Bada, 39, entrambi lancianesi e già noti alle forze dell’ordine per numerosi precedenti penali. I due presunti rapinatori sono stati arrestati in flagranza nella serata di venerdì 14 da personale del Nucleo operativo della compagnia di Atessa, diretto dal tenente Federico Ciancio, dopo aver tentato di rapinare il panificio Susi in via Delle Croci, a Fossacesia.
L’ULTIMO COLPOI due rapinatori sono entrati in azione intorno alle 18,30 con il solito schema. Uno dei due è rimasto fuori a fare da palo a bordo di una Fiat Punto, mentre l’altro è entrato all’interno del locale impugnando una pistola, poi risultata una perfetta replica di un’arma modello Glock. Il bandito ha minacciato più volte la commessa affinché questa gli consegnasse l’incasso. Ma la resistenza della donna e le sue grida di aiuto hanno fatto sì che il rapinatore desistesse dal suo intento, fuggendo insieme al complice. A qualche centinaio di metri sono stati però intercettati dai militari del Norm di Atessa, sulle loro tracce già da diversi giorni. Dopo un breve inseguimento, i due sono stati bloccati e arrestati. Successivamente sul luogo sono intervenuti anche i carabinieri di Fossacesia.
INCASTRATI DALL’AUTOIl primo ad essere individuato è Rapino. A tradirlo è la sua auto, una Fiat Punto color carta da zucchero, già comparsa sulla scena della rapina ad Atessa. Da subito, viste le modalità con la quale si era consumata, le attenzioni degli investigatori si erano concentrate sulla criminalità locale. Dopo essersi fatti consegnare l’incasso nella paninoteca “Ai Viali”, i banditi erano fuggiti a bordo dell’auto. Fondamentale lo studio delle poche immagini a disposizione. «Nonostante le telecamere di videosorveglianza non avessero ripreso la targa della Punto», sottolineano i carabinieri di Atessa, agli ordini del capitano Alfonso Venturi, «alcuni particolari, tra cui un fanale non funzionante, un’ammaccatura alla carrozzeria e il raro colore del veicolo, hanno permesso, grazie a un’intensa attività informativa e all’ottima conoscenza della criminalità locale, di giungere a meno di 36 ore all’identificazione del primo rapinatore, l’intestatario dell’auto».
I PEDINAMENTIDa quel momento scatta una settimana di serrata attività d’indagine, fatta di osservazioni e pedinamenti giorno e notte che portano a raccogliere gli elementi per l’identificazione anche del secondo rapinatore. In particolare giovedì 13, giorno precedente la rapina tentata al forno di Fossacesia, i carabinieri intuiscono che i due hanno intenzione di colpire nuovamente. Durante i pedinamenti, infatti, emerge che gli arrestati hanno effettuato un lungo giro di ricognizione in diversi comuni tra Atessa e Lanciano, forse per individuare i prossimi obiettivi da colpire. La scelta, alla fine, cade sul panificio Susi, ma i banditi non hanno fatto i conti con la resistenza della dipendente e con i carabinieri che ormai li braccano.
DUE RAPINE ACCERTATE«Gli elementi raccolti durante l’attività investigativa e successivamente in sede di perquisizione domiciliare», spiegano i carabinieri, «fanno ritenere che i due arrestati siano gli stessi delle rapine di Atessa e Santa Maria Imbaro». I colpi risalgono al 6 gennaio: alle 7 al bar-tabacchi Sorrentino in via Nazionale, a Santa Maria Imbaro, e alle 18 alla paninoteca “Ai Viali” in contrada Saletti, ad Atessa. In entrambi i casi ad agire è un uomo con giubbotto nero e cappuccio, mascherina e guanti rossi. Mostra la pistola, giocattolo, e si fa consegnare rispettivamente 300 e 350 euro. A Santa Maria Imbaro agisce da solo, ad Atessa il complice resta sulla porta. Le indagini vanno avanti e potrebbero portare ad ulteriori sviluppi. Con modalità simili, infatti, a Lanciano sono state commesse altre tre rapine, all’alimentari Fiorina in via Filzi (11 dicembre), alla tabaccheria di Villa Andreoli e al Bia Bar di Marcianese (3 gennaio), e un’altra tentata al bar Micolucci in viale Cappuccini (11 gennaio). Non è escluso che i due arrestati possano essere collegati ad alcuni di questi colpi. Rapino e Bada sono detenuti nel carcere di Pesaro. Oggi c’è l’interrogatorio di garanzia.
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