Gli assistenti sociali: così proteggiamo i minori

3 Febbraio 2021

Affidi e allontanamenti da casa, contestata la proposta di legge della Regione D’Atri: no all’Ispettorato, ecco come collaborano servizi sociali, giudici e avvocati

CHIETI. «Una proposta intollerabile per la tutela dei più piccoli. Non posso che rappresentare il disappunto di tutta la comunità professionale». Parte da Chieti, città diventata un esempio in Abruzzo per le buone prassi nei servizi sociali, la protesta contro l’Ispettorato dei minori, proposta avanzata dalla presidenza del consiglio regionale e dalla garante per l’infanzia e l’adolescenza, Maria Concetta Falivene. Sono gli assistenti sociali a contestare la proposta di legge nazionale che, secondo le intenzioni della Regione, dovrebbe aumentare «la tutela generalizzata dei minori»: «Non dobbiamo consentire che eventuali errori di valutazione in ambito di tutela minorile siano sprovvisti di controllo e, al tempo stesso, non possiamo mettere a rischio i nostri bambini che rischiano di essere allontanati dal loro contesto familiare», queste le dichiarazioni del presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri d’intesa con la garante Falivene.
Ma l’ipotesi di un organo filtro tra servizi sociali e famiglie a rischio non trova l’accordo di chi opera in prima linea: è la teatina Francesca D’Atri, presidente dell’Ordine regionale degli assistenti sociali, ad affermare che «l’organismo proposto appare avere connotati di estrema genericità laddove l’attuale assetto proprio dei servizi sociali è certamente nel suo complesso funzionale alla tutela dei minori». D’Atri prosegue: «Il sistema della tutela minorile necessita di essere rivisto alla luce delle trasformazioni che sono in atto all’interno dei nuclei familiari. Tuttavia non è certo chiaro, con la proposta su menzionata, stante la richiamata genericità, quali siano le funzioni previste dell’Ispettorato e quali gli obiettivi da raggiungere; laddove, in tale materia, ciò che dovrebbe essere perseguito è l’effettivo supremo interesse dei minori, che si può attuare solo tramite il lavoro congiunto dei professionisti del sociale, del Tribunale per i minorenni, dei curatori speciali che in qualche misura, con competenze e mandati istituzionali specifici, assicurano percorsi di tutela per i più piccoli e i loro nuclei familiari. Per attuare ciò», sottolinea D’Atri, «è necessario che i servizi sociali vengano incentivati di personale, in termini numerici e di aggiornamento nella formazione e dotati inoltre di risorse per poter intervenire». Ma questa richiesta si scontra con i tagli degli enti pubblici che incidono soprattutto nel sociale.
La lettera di D’Atri parla a cuore aperto di chi si impegna in un settore delicato in cui contano competenze e sensibilità: «Occorre aver fiducia nell’operato di giudici, assistenti sociali, psicologi, curatori, avvocati che mettono a disposizione quotidianamente la loro professionalità per proteggere i bambini e i ragazzi, i cosiddetti “invisibili”, da genitori maltrattanti, che spesso a loro volta sono vittime di situazioni di vita dolorose e difficili, ma che purtroppo non riescono ad affrontare le loro criticità e a prendersi cura né di se stessi e né tantomeno dei loro figli. Occorre anche considerare le ricadute della pandemia sulle famiglie, soprattutto su quelle più fragili. Per chiarezza è necessario ricordare che in linea generale gli allontanamenti, i cosiddetti inserimenti in comunità educative, sono l’ultimo provvedimento che viene messo in atto e l’Italia è il Paese europeo in cui i minori vengono allontanati meno dalle famiglie». E il sistema funziona, assicura D’Atri: «Fatti accaduti in altri territori come Bibbiano, non devono far perdere la fiducia nella giustizia e nel sistema più genericamente inteso di tutela dei più piccoli. Chiediamo a livello regionale che vengano istituiti tavoli di lavoro tematici sulle aree di maggiore fragilità della tutela minorile, indicando a mero titolo esemplificativo, l’affidamento, la regolamentazione delle comunità educative, le criticità dei procedimenti giurisdizionali».