Gli autisti del trasporto pubblico minacciano lo sciopero a oltranza

16 Novembre 2024

CHIETI. Tempi di percorrenza insostenibili e, di conseguenza, carichi di lavoro troppo pesanti: i lavoratori della Panoramica, la società che gestisce il trasporto pubblico in città, va dal prefetto...

CHIETI. Tempi di percorrenza insostenibili e, di conseguenza, carichi di lavoro troppo pesanti: i lavoratori della Panoramica, la società che gestisce il trasporto pubblico in città, va dal prefetto e minaccia sciopero a oltranza. In una nota Aurelio D’Eugenio (Filt Cgil), Andrea Mascitti (Fit Cisl) e Luciano Lizzi (Faisa Cisal) spiegano la vicenda ripartendo dal 2019, quando la giunta comunale di allora, su richiesta sindacale, fece una verifica e formalizzò che le percorrenze erano sottostimate. Le soluzioni ipotizzate erano state due: o si aumentavano le risorse per incrementare un turno, soluzione bocciata per problemi di bilancio, oppure andavano accorciate le corse arretrando i capolinea (in particolare sulla linea 3 e 3/ a Manoppello).
«Ma», dicono i sindacati, «insorse l’allora opposizione (amministrazione attuale) lamentando un taglio ai servizi e nulla si fece. Nel 2020 l’attuale giunta comunale (l’allora opposizione) tagliò le risorse e nella successiva riorganizzazione la società La Panoramica, che intanto disdetta il contratto integrativo aziendale, ridisegna tutti i turni e con due operatori in meno copre tutto l’esercizio. Quindi, di fatto, a tutt’oggi, i turni per gli autisti sono molto più pesanti e i servizi sono per lo più in ritardo. Il 24 novembre 2022 si chiude una vertenza con l’impegno del Comune di verificare ed adeguare le percorrenze: mai fatto nonostante diffide e solleciti; nel aprile 2024 Regione Abruzzo redige il Contratto di servizio in cui è previsto il corrispettivo per l’esatto numero di autisti che oggi La Panoramica sta utilizzando. Ma è inadeguato: a dirlo è la stessa Regione che chiede al Comune di riprogrammare i servizi e di aggiornare la Carta dei servizi della mobilità teatina».
Da allora i sindacati parlano di un rimpallo di responsabilità tra Comune e gestore, ma puntano il dito soprattutto contro il Comune: «Ente che nella persona del sindaco Diego Ferrara in campagna elettorale si era detto essere dalla parte dei lavoratori», dicono, «disattendendo però anche l’ultimo impegno preso il 25 ottobre sulla riprogrammazione dei servizi». I sindacati hanno attivato lo stato di agitazione: «Oggi», concludono, «rappresentiamo lavoratori stanchi di essere presi in giro e stufi di lavorare con ritmi disumani in una viabilità peggiorata dal degrado di strade e scarsa manutenzione del verde pubblico». (a.i.)
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