Gli avvocati sono pronti al voto: 14 candidati al nuovo consiglio

Via libera della commissione elettorale: seggio aperto il 30 e il 31 gennaio per eleggere 9 persone La presidente uscente Vassalli: «Continuare la battaglia per la salvezza definitiva del tribunale»
LANCIANO . Si riaprono le urne per rinnovare il consiglio dell’Ordine degli avvocati di Lanciano per il quadriennio 2023-2026. Lascia dopo due mandati consecutivi la presidenza Silvana Vassalli. L’avvocatessa impegnata, con i colleghi, in tante battaglie per la difesa del tribunale, non può ricandidarsi neanche come consigliere. E la corsa è così tra 14 avvocati per 9 posti disponibili nel consiglio che poi eleggerà presidente, segretario e tesoriere. Sono 360 gli avvocati che potranno votare il 30 e 31 gennaio dalle 8.30 alle 14 nell’aula degli avvocati del tribunale. Ognuno potrà esprimere al massimo 6 preferenze, di cui 4 per un genere e 2 per l’altro.
I candidati, che non appartengono ad alcuna lista, sono 14: uno, Rocky Gabriel Mariano, è consigliere uscente, 4 hanno in passato ricoperto la carica di consigliere e 5 sono le donne, tra cui Sara Frattura che è presidente dei giovani avvocati di Lanciano (Aiga). Ieri è arrivato il via libera dalla commissione elettorale per la candidatura di: Vittorio Battistella, Roberto Bianco, Antonio Codagnone, Roberto Crognale, Nicla D’Angelo, Marco De Angelis, Pietro Di Ienno, Sara Frattura, Emanuele Laudadio, Antonio Litterio, Rocky Mariano, Emanuela Minutolo, Anna Ida Piccirilli e Antonella Troiano.
Diversi nomi ma un’unica certezza: il nuovo consiglio continuerà la battaglia per la salvezza definitiva del tribunale, la cui chiusura è prevista il primo gennaio 2024. «Ed è la battaglia che ho, e abbiamo con due diversi consigli, portato avanti per 8 anni», dice Vassalli, «e che ancora oggi si combatte. A differenza del passato oggi però oltre a un orientamento politico diverso che guarda alla riforma, è cambiato il modo di amministrare la giustizia che porta ad avere tribunali riqualificati, con attività diverse, e di conseguenza anche questo presidio deve e potrà restare. La vera vittoria ci sarà però con la revisione della geografia giudiziaria e soprattutto con la riapertura delle piante organiche. Ribadisco: le proroghe senza personale non servono, si arriva alla chiusura di fatto del presidio».
E per il futuro? Oltre alla battaglia per salvare il tribunale Vassalli chiede al nuovo consiglio di continuare l’impegno nella formazione e nel colloquio continuo con magistrati e personale amministrativo. «Questo foro si è sempre contraddistinto per serietà, preparazione e si continuerà su questa linea, anche se siamo sempre meno», riflette la presidente, «abbiamo chiuso il 31 dicembre con altre 5 defezioni; siamo ben sotto i 400 avvocati che eravamo fino a qualche anno fa. Ci sono colleghi che scelgono altri lavori, che rinunciano per motivi personali, per ostacoli burocratici. Per fortuna oggi (ieri per chi legge, ndc) ci sono stati due nuovi giuramenti, quelli di Leonardo Russo e Cristian Tenaglia».
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