Gli bruciano l’auto e il furgone nel giorno del suo compleanno

Paura a Santa Barbara: la vittima è un vivaista in pensione, distrutti un Iveco Daily e una Toyota Rav 4 Già quattro anni fa un rogo aveva danneggiato la sua attività commerciale. Ora indagano i carabinieri
CHIETI. Gli hanno bruciato l’auto e il furgone nel giorno del compleanno. Quando la cugina ha suonato al suo campanello di casa per avvertirlo che la Toyota Rav 4 stava andando in fiamme, lui – L.D.G., teatino, 67 anni appena compiuti – si è precipitato in strada scalzo. Ma la brutta sorpresa è stata doppia: le fiamme, certamente di origine dolosa, avevano devastato anche il furgone Iveco Daily. Ora sono i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Chieti, al comando della tenente Maria Di Lena, a indagare sull’attentato incendiario avvenuto in via Fontanelle, quartiere Santa Barbara. La vittima è un vivaista in pensione che svolge tuttora lavori di giardinaggio: già nel marzo del 2017, i vigili del fuoco erano intervenuti nel vivaio che gestiva accanto all’abitazione per spegnere un rogo che stava distruggendo le serre.
Sono da poco passate le 3 di ieri quando la cugina di L.D.G. si accorge che sta succedendo qualcosa di grave, va a svegliare il parente e lancia l’allarme. In rapida successione, al 115 giunge anche la telefonata di un uomo che vive a Filippone e che, in lontananza, ha notato il fuoco. Il 67enne cerca di spegnere le fiamme che stanno distruggendo la macchina, ma dal tubo che si trova all’esterno dell’abitazione non esce acqua perché l’erogazione è interrotta – come spesso accade di questi tempi – per la carenza idrica. Sul posto, nel giro di pochi minuti, arrivano i vigili del fuoco del comando provinciale di via Masci. C’è, però, poco da fare: l’incendio ha ridotto in un ammasso di lamiere la Toyota e incenerito la cabina del furgone. In altre parole: entrambi i veicoli sono da buttare. Il danno complessivo, secondo una prima stima, è di almeno 12mila euro. Nessun dubbio sulla natura dolosa delle fiamme, anche perché i mezzi erano parcheggiati a una quindicina di metri l’uno dall’altro. L’uomo, ascoltato dai militari prima in strada e poi in caserma, dice di non aver mai subito minacce e di non poter accusare nessuno. Fin qui, la cronaca della notte di fiamme e paura.
Il pm di turno, Giancarlo Ciani, ha aperto un’inchiesta contro ignoti con l’ipotesi di reato di incendio doloso.
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