Gli fratturano il braccio durante la rapina

Raid di tre banditi nell’agenzia di pratiche auto Caporale. Il ferito preso a calci: è stato un inferno. Il sindaco: mai tanta violenza qui
ATESSA. Picchiato selvaggiamente per 600 euro. È ricoverato nell’ospedale Renzetti di Lanciano con un braccio fratturato, costole incrinate, ematomi al viso e alla gamba e, soprattutto, con tanta paura negli occhi Augusto Caporale, 55 anni, titolare di un’agenzia di pratiche auto a Colle Sant’Angelo di Atessa. L’uomo è stato rapinato lunedì, alle 20,15: stava per chiudere l’ufficio.
LE LACRIME DELLA MOGLIE. «Mio marito è stato massacrato di botte», racconta la moglie, Carmelina Carafa con le lacrime agli occhi, «lo hanno riempito di calci e pugni. Hanno chiesto i soldi, lui glieli ha dati, ma non bastavano e lo hanno picchiato brutalmente. Hanno mostrato una violenza inaudita». Caporale è accanto alla moglie in ospedale in attesa di ulteriori controlli. Ha il gesso al braccio destro e potrebbe anche essere sottoposto a intervento chirurgico visto che l’osso si è frantumato; ha fasciature alle costole, cerotti alla gamba e il volto tumefatto e graffiato. È stato colpito con un tirapugni. E anche un cacciavite.
PICCHIATO DA TRE GIOVANI. «Mia moglie è andata via alle 20. Le ho detto io di tornare a casa per preparare la cena», racconta l’uomo ancora sconvolto, «perché di solito rincasiamo assieme. Io, invece, sono rimasto in ufficio per ultimare una pratica. Verso le 20,15 ho visto arrivare un furgone bianco che ha frenato di colpo davanti l’ufficio. Dallo sportello laterale sono scesi in due. Poi è arrivato un terzo uomo e sono entrati nel locale. “Questa è una rapina, dacci i soldi” e via una scarica di pugni al volto. Indossavano delle mascherine di Carnevale nere e avevano anche un cacciavite in mano. Due erano alti un metro e settanta mentre il terzo era come me, sull’1,85 circa, avevano tra 20 e 30 anni. Ero al computer quando mi hanno colpito con due pugni in faccia; mi hanno anche rotto gli occhiali. Ho visto il sangue uscire dal naso. Mi hanno fatto mettere faccia a terra. Uno si è messo sulla mia schiena e mi tirava la gamba, un altro mi ha tirato i calci. Uno è stato talmente violento da spezzarmi il braccio. Avevo i soldi dei versamenti in tasca, circa 600 euro e glieli ho dati. Ma insistevano. Hanno messo a soqquadro l’ufficio e preso persino la cassettina delle monetine. Gli ho dato anche il mio portamonete. Volevano altro e giù con i calci. Un inferno».
LA RICHIESTA DI AIUTI. Poi Caporale, col volto tumefatto e insanguinato, dolorante e spaventato, è riuscito a raggiungere una cartoleria che si trova vicino il negozio, dove ha chiesto aiuto. C’era una infermiera che ha prestato le prime cure in attesa del 118, che ha trasportato il ferito in ospedale a Lanciano, e dei carabinieri di Atessa, che hanno avviato indagini e le ricerche, con posti di blocco.
IL SINDACO PREOCCUPATO. «Sono andato sul posto della rapina e anche in ospedale da Caporale», dice il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, «questo è un episodio che per violenza e brutalità non ha precedenti nella nostra zona. Ricorda quanto accaduto a San Vito. È un fatto preoccupante. Sono in contatto con i carabinieri che hanno fatto posti di blocco. L’augurio è che assicurino alla giustizia i tre malfattori».
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